Ticino e Grigioni

Credit Suisse, "i risparmiatori devono stare tranquilli"

Ecco come dovrebbero comportarsi i clienti della banca che ha annunciato il piano di risanamento e un deficit miliardario

  • 7 ottobre 2022, 05:48
  • 27 luglio 2023, 20:24
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I timori per Credit Suisse

Il Quotidiano 06.10.2022, 19:00

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Di: QUOT/ATS/Spi

Questo articolo è stato aggiornato e viene riproposto sulla base del piano di ristrutturazione annunciato dalla banca (ndr.).

Credit Suisse è un malato grave. Se la cura sarà da cavallo lo si saprà solo il 27 ottobre - nel frattempo il piano di risanamento è stato reso noto - quando la direzione renderà note le strategie per restare a galla. E sull’onda di un titolo che scava nuovi primati al ribasso, monta la preoccupazione.

"Risparmi garantiti fino a 100'000 franchi"

Il destino della seconda banca elvetica non fa dormire sonni tranquilli agli investitori. Ma qualche timore aleggia anche tra i clienti dell’istituto. "Penso che i risparmiatori devono stare tranquilli. La banca ha la liquidità che è la cosa più importante", dice il presidente Petruzzella. Non da ultimo, "qualunque cosa dovesse succedere i depositi fino a centomila franchi in Svizzera sono garantiti. Chi possiede azioni, obbligazioni, fondi o altro non rischia assolutamente niente". Alleggerire i depositi nell’istituto fino al massimo garantito potrebbe essere un suggerimento? "Se proprio uno vuole correre un rischio zero. Al di sopra un rischio piccolo e marginale esiste", nota Petruzzella.

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Alberto Petruzzella, Presidente ABT

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"Fallimento? Ipotesi remota"

Credit Suisse è considerata una banca troppo grande per fallire, per la rilevanza sistemica che avrebbe. Anche per questo è sottoposta a regole severe. Il crac è dunque impossibile? "In teoria non fallirà - dice Antonio Mele, professore di Finanza all’USI - . Se il Credit Suisse dovesse fallire, ipotesi al momento del tutto remota, le ripercussioni sul sistema finanziario globale sarebbero tali da mettere in ginocchio l’intero meccanismo dei pagamenti e della circolazione del credito. Non si vuole qualcosa del genere". Se il problema non è la liquidità, cosa preoccupa a livello svizzero? "L’economia reale. Se il piano industriale comporterà una riduzione di questo tipo di attività, mi aspetto una riduzione del credito erogato all’economia reale. È questo che mi preoccupa molto".

I gioielli di famiglia in vendita

Nel frattempo le speculazioni si rincorrono. L’ultima è dell’agenzia Bloomberg, secondo cui Credit Suisse starebbe attivamente cercando una società cui cedere una quota nell’investment banking. Lo scopo? Evitare un aumento del capitale.
L’investitore esterno, scrive l’agenzia di finanza, si occuperebbe di queste entità - fra cui quelle di consulenza - apportando il capitale necessario per nuove assunzioni e per il mantenimento del personale esistente.
Intanto però è notizia di giovedì che la banca vuole vendere il Savoy Baur Hotel, un albergo di lusso che si trova accanto alla sede centrale sulla Paradeplatz a Zurigo. Il portale Inside Paradeplatz scrive che si tratta dell’ultimo grande immobile di proprietà dell’istituto. L’ultimo gioiello di famiglia.

E in Ticino?

Il timore di una cura dimagrante, con una revisione del business e il taglio di migliaia di posti di lavoro, è reale . Ma quali sono i rischi per la piazza finanziaria ticinese? "Le difficoltà sono soprattutto in campo internazionale nell’investment banking. È lì che le misure più incisive saranno prese. Quindi non sarà una tragedia per la piazza finanziaria ticinese - dice alla RSI Alberto Petruzzella, presidente dell’Associazione bancaria ticinese (ABT) - . Ma anche solo qualche posto di lavoro sacrificato evidentemente non è un bene". L’Associazione svizzera degli impiegati di banca sta seguendo da vicino la situazione, anche con la Commissione del personale di Credit Suisse, che in Ticino ha 560 dipendenti, e si parla già di misure accompagnatorie.

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