Cresce negli atenei svizzeri il numero dei professori che provengono dall'estero, e l'Università della Svizzera italiana (USI) è quella in cui la percentuale di docenti stranieri è più alta.
"Su 100 professori - ha detto il presidente dell'USI Piero Martinoli riferendosi a Lugano - 68 sono stranieri. Mentre a livello di staff tecnico amministrativo su 180 unità, una quarantina sono stranieri in buona parte residenti in Svizzera". Due su tre dei professori che insegnano all'USI, dunque, non hanno passaporto rossocrociato, un dato opposto a quello dell'università di Lucerna, dove gli stranieri sono poco più di un quarto del totale. Per Martinoli le due realtà non possono essere sovrapponibili: "Lucerna recluta dalla Svizzera centrale, ha aggiunto, l'USI è a sud delle Alpi ed è l'unico ateneo che parla italiano". Il presidente sottolinea pure che in questo processo hanno contribuito anche gli accordi bilaterali, oltre all'ottima reputazione che la Confederazione si è fatta a livello scientifico. Un riconoscimento in grado di attirare accademici da altri paesi che vogliono sviluppare idee in ricerca ed innovazione, e che lo stesso Martinoli si augura possano crescere anche all'interno della regione.
Il fenomeno pare essere difficile da invertire ed il motivo principale pare risiedere nel fatto che gli studenti svizzeri sono poco propensi a specializzarsi e diventare professori in alcune materie insegnate.
CSI/sdr
Dal Quotidiano:
29.07.2016: Accademici stranieri


