Scintille oggi a Bellinzona nel corso la sessione di febbraio del Gran Consiglio. Una sessione ricca di temi, ma nella quale a fare rumore è stato il duro attacco del presidente del Centro, Fiorenzo Dadò, al consigliere di Stato leghista Norman Gobbi.
SEIDISERA ha seguito i lavori parlamentari: partiamo da qui allora, cosa è successo? “Dopo oltre due anni - spiega Marcello Ierace di SEIDISERA - il Governo ha deciso di rispondere all’interpellanza di Fiorenzo Dadò in merito all’incidente stradale in cui era stato coinvolto il consigliere di Stato Norman Gobbi a Stalvedro nel novembre 2023. Da qui, il deputato e presidente del Centro ha preso spunto per descrivere quello che ha definito il “metodo Gobbi”....”.
SDS 18.00 del 24.02.2026 L’attacco di Dadò a Gobbi
RSI Info 24.02.2026, 18:05
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“In sintesi - prosegue Marcello Ierace - Dadò ha criticato alcuni metodi considerati non consoni di Gobbi che, sempre secondo il suo parere, metterebbero in cattiva luce Governo ed istituzioni in generale. Tutto questo sventolando più volte una busta sigillata in cui vi sarebbero altre prove di questo modo di agire del consigliere di stato leghista”.
E Gobbi come ha risposto? “Gobbi non ha risposto - conclude Ierace - perché semplicemente non era presente in aula in quel momento. Al suo posto avrebbe dovuto - e voluto - rispondere Claudio Zali, in quanto attuale responsabile della polizia cantonale. Ma non ha potuto farlo nemmeno lui perché Dadò ha deciso di ritirare l’interpellanza. Cosa che ha fatto decisamente irritare Zali”.
SDS 18.00 del 24.02.2026 Zali esce dall’aula infastidito e impreca
RSI Info 24.02.2026, 18:03
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Zali è poi uscito dall’aula, vistosamente infastidito, imprecando e facendo anche cadere un tavolino per terra. In seguito il deputato dell’MPS Matteo Pronzini ha chiesto ufficialmente in aula che l’Ufficio presidenziale apra un’inchiesta per capire se Zali l’abbia o meno “mandato a quel paese”. E la vicenda non è finita qui, perché il deputato leghista Andrea Sanvido ha poi depositato un’interrogazione, riprendendo le stesse domande di Dadò, per permettere il Consiglio di Stato di rispondere.








