Non è più in Ticino il 19enne arrestato il 10 maggio scorso con l'accusa di avere voluto compiere una strage alla Commercio di Bellinzona. Dalla Clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio, dov'era ricoverato, è stato infatti trasferito oltre San Gottardo, in una struttura specializzata della Svizzera romanda.
Il giovane, contro il quale il procuratore pubblico Antonio Perugini ipotizza il reato di atti preparatori di assassinio (subordinatamente di omicidio), si trova tuttora in detenzione.
Nei suoi confronti è in corso una perizia psichiatrica, disposta per chiarire lo stato di salute (attuale e al momento dei fatti). L'esperto dovrà esprimersi anche su aspetti come la scemata responsabilità e il rischio di recidiva.
Gli inquirenti erano intervenuti a seguito degli inquietanti messaggi lanciati dallo studente: slogan e immagini postate sui social media, che lasciavano appunto presagire l'imminenza di un attacco all’istituto scolastico. Qualche giorno prima di finire in manette, in un negozio della capitale aveva acquistato diverse munizioni. A casa sua la polizia aveva inoltre sequestrato delle armi da fuoco.
Questi e altri gli elementi a carico. Il 19enne, difeso dall’avvocato Luigi Mattei, ha però sempre respinto gli addebiti mossi dalla procura.
Francesco Lepori





