Il presidente del Consiglio di Stato del Canton Ticino Claudio Zali è indagato dalla procura ticinese. La novità che emerge questa mattina dalle pagine della Regione, non riguarda però le frasi sessiste e violente registrate durante una conversazione con una conoscente ed emerse ieri. L’indagine della Procura è invece relativa all’interessamento del consigliere di stato leghista al caso del 14enne rinchiuso nel carcere della Farera.

Il caso Zali
Telegiornale 22.07.2026, 20:00
L’incarto, secondo quanto riporta oggi il giornale di Bellinzona, sarebbe già stato aperto alla fine di giugno. Le ipotesi di reato nei confronti di Claudio Zali sono di abuso di autorità e tentata coazione. E i titolari dell’inchiesta sono il procuratore generale Andrea Pagani e la sua sostituta Chiara Borelli.
Gli inquirenti avrebbero già compiuto alcuni atti istruttori, interrogatori, perquisizioni e avrebbero sequestrato documentazione. Il lavoro della Procura è parallelo a quello del parlamento ticinese che ha attivato l’alta vigilanza per far luce sull’operato di Zali. Che, lo ricordiamo, si era spontaneamente interessato alle condizioni di carcerazione di un minorenne di 14 anni, figlio di una sua conoscente, detenuto nel carcere giudiziario della Farera. Un interesse che ha portato Zali a convocare nel suo ufficio il 9 giugno diversi alti funzionari cantonali, oltre alla giudice dei minorenni. Nelle prossime settimane sapremo se gli accertamenti sfoceranno in un decreto d’accusa o di abbandono.







