Postfinance ha annunciato martedì una ristrutturazione e intende sopprimere fino a 500 impieghi a tempo pieno entro il 2020. "Per il momento non possiamo dire come sarà toccato il Ticino o le altre parti della Svizzera perché informeremo i nostri collaboratori nei prossimi giorni", ha spiegato ai microfoni della RSI Tatjana Guggisberg, portavoce di PostFinance. "Per il momento non possiamo dire quanti saranno i licenziamenti". Costi fissi da ridurre, utili in calo e sfida della digitalizzazione, queste le motivazioni che hanno portato a questa ristrutturazione, a detta della filiale della Posta, attiva nel settore dei servizi finanziari.
Nel frattempo è giunta la reazione di syndicom, il sindacato dei media e della comunicazione: "Dal 2017 si parla di questo progetto che prevede una ristrutturazione ma, fino ad oggi, non ne conoscevamo l'entità. Siamo arrabbiati e scioccati da questa informazione. PostFinance è un settore che da sempre fa milioni e milioni di utili. Ci aspettavamo almeno da questo settore un trattamento diverso nei confronti dei dipendenti che ancora non sanno se saranno lasciati a casa, visto che non è ancora arrivata loro la comunicazione", spiega il segretario generale di syndicom, Marco Forte. La comunicazione ai dipendenti in Ticino, da nostre informazioni, è prevista per la fine della settimana.
Lo smantellamento è condannato anche da Transfair, secondo il quale i dipendenti pagano la cattiva strategia dell'azienda e non sono da escludere ulteriori tagli in futuro. Con PostFinance sono già stati avviati i negoziati sulle misure di accompagnamento, ma si deplora il mancato rispetto delle consuete regole di comunicazione.
RG/Francesca Calcagno/M. Ang./pon





