"Da come la penso io, si trovavano a una certa altezza e l’arrivo della pioggia ha complicato la discesa". Così dice Gino Guerra, ex guardia di confine, residente della zona e profondo conoscitore dei sentieri della valle. Si stanno delineando i contorni del tragico incidente in cui ha perso la vita venerdì sera, sul versante italiano del Gridone, un'escursionista italiana.
Il monte corre lungo il confine tra Svizzera e Italia: sul crinale italiano guarda al Piemonte, su quello svizzero alle Centovalli, dove la famiglia della donna - ligure di trentacinque anni - si trovava per le vacanze, più precisamente a Monadello. Da lì la giovane era partita con un’amica alla volta della montagna, nelle prime ore del pomeriggio. Marito e figli sono invece rimasti a casa.
Le ore passano, il cielo s’incupisce e le nuvole minacciano pioggia. Pioggia che sorprende le due escursioniste quando ormai hanno superato i 2'000 metri. Da quella altitudine hanno tentato il ritorno, ma le intemperie e la via bagnata hanno, probabilmente, fatto scivolare la donna.
"Fino ai piedi della roccia i sentieri sono piuttosto agibili", spiega Guerra, "ma quando si comincia ad affrontare la roccia bisogna essere abbastanza esperti". Il luogo dell’incidente in particolare presenta due o tre passaggi piuttosto difficili: "Salire è fattibile, ma scendere è abbastanza pericoloso".
Sul posto sono intervenuti i soccorritori della REGA. Il corpo della donna, caduta sul versante italiano, è stato trasportato dal soccorso alpino a Santa Maria Maggiore in Val Vigezzo. L'inchiesta per chiarire quanto accaduto è affidata agli inquirenti italiani.





