Può beneficiare di una lieve scemata imputabilità il 49enne che il 7 agosto scorso, in via Aeroporto ad Agno, sparò due colpi di fucile al figlio, ferendolo gravemente. Lo ha stabilito la perizia psichiatrica disposta dalla procura.
Il problema – ha accertato il dottor Alberto Bonzano – è legato alla sua dipendenza dagli stupefacenti, che gli impedisce di gestire le situazioni di stress emotivo. Come quella capitata nei giorni precedenti i fatti, quando il 22enne rubò alla nonna una somma di almeno 50'000 franchi (mai recuperata).
Quanto alla sparatoria, la vittima dice di non ricordare nulla. Il papà sostiene che i colpi partirono accidentalmente. L’arma – ha dichiarato agli inquirenti – se l’era portata con sé perché temeva che il giovane fosse in compagnia di personaggi poco raccomandabili.
Per ricostruire esattamente la dinamica la procuratrice pubblica Margherita Lanzillo ha ordinato una perizia balistica. Il Forensisches Institut di Zurigo ha già consegnato un primo referto. Ora si attendono le delucidazioni.
Il 49enne sta già espiando la pena
Poi il magistrato potrà chiudere l’inchiesta e firmare il rinvio a giudizio. Tentato assassinio (in via subordinata, tentato omicidio) l’accusa principale a carico dell’imputato, difeso da Letizia Vezzoni, che in dicembre – altra novità – ha cominciato a espiare anticipatamente la pena.

Sparatoria di Agno, sparò al figlio: lieve scemata imputabilità
Il Quotidiano 14.02.2023, 20:00










