La Procura pubblica ticinese ha deciso, per la seconda volta, il decreto di abbandono per la vicenda del boscaiolo italiano morto nel 2012 dopo essere finito in un burrone in Val d’Arbedo.
Secondo la titolare dell’inchiesta, Margherita Lanzillo, non sono emerse negligenze da parte della ditta grigionese per la quale l’operaio lavorava. Il 28enne era caduto nel dirupo mentre posizionava una funivia mobile per il trasporto di legname. Lo riferisce il Corriere del Ticino.
La ditta aveva garantito le necessarie misure di sicurezza e l’operaio era un esperto in questa attività. Di diverso avviso il padre del giovane per il quale invece le misure non erano sufficienti. Egli intende presentare un ricorso.
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