Quest’anno, gli ecuadoriani senza fissa dimora che trascorreranno l’inverno in Ticino, si stima, saranno un’ottantina. Un’ottantina di persone, tra cui donne e non pochi bambini che, se non riusciranno a trovare un riparo adeguato saranno costrette a vivere e dormire in luoghi di fortuna, ovvero in vetture o furgoni.
A sostenerlo è Fra Martino Dotta , da sempre impegnato in prima linea nell’aiutare chi è in difficoltà, che lancia l’allarme: “Sarebbe il caso che le autorità cantonali si attivassero per tempo in vista del freddo e della neve”. Ascolta l'intervista a lato .
Negli anni passati, il cantone aveva affrontato la questione aprendo un centro di accoglienza invernale a Lumino. Una struttura provvisoria, che ha permesso di mettere al riparo numerose persone e famiglie.
Questione nota a Bellinzona
La questione degli ecuadoriani in Ticino è ben nota al Dipartimento della sanità e della socialità che, nelle prossime settimane, affronterà il problema. “Forti dell’esperienze degli scorsi anni, non escludiamo provvedimenti ad hoc per poter fronteggiare eventuali situazioni straordinarie”, sottolinea Renato Scheurer , capo dell’ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento del DSS secondo il quale: “E' presto per parlare di emergenza”.
Lino Bini
Il commento
“Sono preoccupato non solo per gli ecuadoriani, ma pure per tutte quelle persone che non hanno un tetto sotto il quale proteggersi; mi spiace che si arrivi ad ottobre a sollevare la questione, senza che nessun segnale sia giunto da parte della autorità ”.
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