“Nei prossimi mesi serve una voce unitaria dal Ticino per difendere i nostri interessi”, ha dichiarato oggi, mercoledì, il presidente del Consiglio di Stato Paolo Beltraminelli al termine dell’incontro con la deputazione ticinese alle Camere federali. Dopo il voto del 9 febbraio contro l'immigrazione di massa “la solidarietà tra i cantoni sarà messa a dura prova dalle trattative con l’Unione Europea, e il rischio è che il Ticino esca sconfitto da questo gioco in cui tutti tireranno la coperta dalla loro parte per avere dei vantaggi, ad esempio a livello di contingenti. Dobbiamo evitare questo scenario”.
Un gruppo misto per superare la confusione
Un’unità di intenti che dovrà essere rappresentata da un neocostituito gruppo misto di accompagnamento (con rappresentanti della deputazione e del Governo ticinese), non ancora però ben definito. E ben definita, al momento, non è neppure la strategia da adottare. “Sappiamo però – ha spiegato il presidente della deputazione Fabio Regazzi (PPD) – che non serve tutto questo proliferare di iniziative a livello cantonale per mandare segnali a Berna. Il segnale lo ha già mandato il popolo. Ora dobbiamo calmare le acque e lavorare in modo coordinato. La confusione potrebbe essere controproducente”. Nel mirino di Regazzi c’è evidentemente l’agire del Gran Consiglio, che proprio ieri ha accolto , con un voto non unanime e dopo discussioni piuttosto confuse, l’iniziativa cantonale dei Verdi volta a dare al Ticino uno statuto speciale.
Blocco dei ristorni, forzatura o mossa vincente?
Un capitolo delicato è poi quello dei rapporti con l’Italia, “complicati ulteriormente dal cambio di Governo a Roma”, ha sottolineato Beltraminelli. L’accordo sui ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri “va rinegoziato – ha spiegato Regazzi –. Per questo abbiamo chiesto un incontro urgente con la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf e con il suo staff, per far capire a Berna l’importanza di questo punto”. L’obiettivo, secondo Regazzi, è di negoziare con Roma in modo concertato per non arrivare in giugno ad un nuovo blocco dei ristorni da parte del Consiglio di Stato ticinese (“una forzatura che potrebbe avere ripercussioni pesanti”).
Le trattative con l’Italia devono passare dal Ticino, gli ha fatto eco Beltraminelli, che non si è però sbilanciato sul blocco dei ristorni: “è una mossa che potrebbe anche servire, ma solo se fosse funzionale alla posizione della Svizzera nel suo insieme”.
Mattia Coste
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Un incontro "positivo"
Intervistato dalle Cronache della Svizzera Italiana , il Consigliere di Stato Paolo Beltraminelli ha definito l’incontro di lunedì con il governatore della Lombardia Roberto Maroni “positivo”. Durante il colloquio, tenutosi a Varese, è emerso che il politico della Lega Nord “ha capito perfettamente le nostre ragioni”, ha inoltre dichiarato Beltraminelli. Altre riflessioni nel file audio che segue.
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CSI 18.00 - Il servizio di Alberto Tettamanti
RSI Info 19.02.2014, 18:58
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CSI 18.00 - Il servizio di Sharon Bernardi
RSI Info 19.02.2014, 18:57
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Le considerazioni del presidente del Consiglio di Stato Paolo Beltraminelli
RSI Info 18.02.2014, 19:38








