Ticino e Grigioni

Ex Macello, la perizia: non c’erano alternative alla demolizione

Consegnato il rapporto disposto dalla procura per capire se esistessero misure meno incisive con cui impedire la rioccupazione dell’edificio

  • 2 ore fa
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Le macerie dell'ex Macello di Lugano
02:56

Notiziario

Notiziario 04.06.2026, 09:00

  • © Ti-Press / Alessandro Crinari
Di: Francesco Lepori 

È giunta ormai alle battute finali l’inchiesta penale sulla demolizione dell’ex Macello di Lugano, avvenuta nella notte tra il 29 e il 30 maggio 2021. Il procuratore generale Andrea Pagani ha ricevuto anche la perizia disposta per capire se si sarebbe potuto evitare l’abbattimento dell’edificio; se ci fossero cioè misure meno incisive e provvisorie con le quali impedire agli autogestiti di rioccupare la struttura.

Operai durante i lavori di messa in sicurezza precauzionale delle macerie dell'ex Macello

Operai durante i lavori di messa in sicurezza precauzionale delle macerie dell'ex Macello

  • © Ti-Press / Alessandro Crinari

Il rapporto, affidato a un ingegnere, lo ha sostanzialmente escluso. Gli interventi provvisori (come, ad esempio, murare le finestre) non sarebbero stati sufficienti. Si sarebbe dovuto procedere con lavori importanti, che in quanto tali avrebbero richiesto però l’ottenimento di una licenza edilizia e, di conseguenza, tempi di realizzazione molto più lunghi, incompatibili con le circostanze.  

Terminati gli ultimi accertamenti Pagani chiuderà le indagini ed emetterà la sua decisione. Due, come noto, gli imputati: il vicecomandante della polizia cantonale – che era a capo dell’operazione – Lorenzo Hutter (difeso da Maria Galliani) e la municipale luganese Karin Valenzano Rossi (difesa da Elio Brunetti). I reati ipotizzati sono quelli di abuso di autorità, violazione delle regole dell’arte edilizia, infrazione alla legge federale sulla protezione dell’ambiente e danneggiamento.

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Ex macello, verso lo sgombero delle macerie

Il Quotidiano 04.05.2026, 19:00

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