La tredicesima edizione dei Premi svizzeri di musica assegna un alloro al Canton Ticino: a vincerlo La Via Lattea di Vacallo, progetto culturale a cui la Confederazione ha attribuito uno dei tre Premi speciali in palio.
Il palmarès 2026
Gran Premio svizzero di musica (100’000 franchi) a Nadja Räss, Einsiedeln (SZ)
Premi svizzeri di musica (40’000 franchi ciascuno)
Domi Chansorn, Huttwil (BE) / Zurigo
Ensemble ö!, Coira
Esther Hoppe, Zugo / Zollikerberg (ZH)
Flèche Love, Troinex (GE) / Ginevra
Louis Schild, Losanna
Patricia Draeger, Zugo / Meierskappel (LU)
Ruedi Häusermann, Lenzburg (AG)
Premi speciali di musica (25’000 franchi ciascuno)
Café Bar Mokka, Thun (BE)
Intakt Records, Zurigo
La Via Lattea, Vacallo (TI)
La Via Lattea: il paesaggio come spartito
«Un punto di riferimento stabile nel panorama culturale ticinese e un modello di come la ricerca artistica possa generare nuove forme di partecipazione». Questo si legge tra le motivazioni del premio conferito a La Via Lattea.
Ideato nel 2004 dal compositore Mario Pagliarani, il progetto vacallese intreccia musica, teatro, letteratura e cinema, offrendo esperienze d’ascolto insolite per luoghi e orari.
I partecipanti svolgono percorsi a piedi, ad esempio tra paesaggi naturali o in edifici di interesse architettonico. Sono i “viandanti”, il cui pellegrinaggio contribuisce a scrivere la partitura: i programmi de La Via Lattea sono composizioni che prendono forma cammin facendo, mentre fra una tappa e l’altra si discute e si ascolta.
Un’opera aperta e collettiva che invita alla scoperta di sé stessi in stretta connessione con l’ambiente circostante, valorizzato nel suo ruolo di palcoscenico naturale. Lo spazio di condivisione musicale diviene così momento di sensibilizzazione ambientale.
Nadja Räss: radici e visione
Nadja Räss è una voce di spicco dello jodel svizzero, che insegna alla scuola universitaria di Lucerna, dove è anche responsabile del settore musica popolare. Il suo lavoro si muove lungo gli assi di radici e visione: nel corso della sua ricerca artistica, ha assemblato un repertorio che va dalle composizioni tramandate per via orale a quelle più moderne.
Attiva nella creazione di reti internazionali e nell’apertura di spazi musicali, in cui coinvolge i suoi allievi, ha contribuito all’inserimento del canto dello jodel nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. È la prima vincitrice del Gran Premio a provenire dalla musica popolare.
Nadja Räss
Ensemble ö!: casa grigionese della contemporanea
Un Premio è andato nei Grigioni, all’Ensemble ö! di Coira. Attiva da oltre due decenni, la formazione fondata da David Sontòn Cafiisch è riuscita a far attecchire la musica contemporanea in una regione dove praticamente non esisteva.
L’Ensemble costruisce percorsi musicali coerenti basati su temi, relazioni tra i brani e dialogo con compositori contemporanei. Una realtà che è fucina di nuove iniziative: nel 2019 fonda la biennale Tuns Contemporans; quest’anno lancerà l’accademia estiva ComposersLab.
Ensemble ö!
«Un panorama in continua apertura»
L’edizione 2026 dei Premi è lo specchio di una scena musicale svizzera vivace, plurale e sfaccettata. Nella sua nota, la Giuria federale, presieduta da Gian-Andrea Costa, sottolinea la qualità delle espressioni artistiche premiate, che «intrecciano tradizione e sperimentazione, attraversano generi e confini e aprono nuove possibilità di ascolto, di scrittura e di performance».
I riconoscimenti non sono solo la gratificazione per risultati artistici di alto profilo, ma anche un sostegno ai fattori - relazioni e pratiche - che aiutano la musica del nostro paese a «circolare, evolvere e lasciare tracce nel tempo».
La cerimonia di consegna si svolgerà il 19 settembre al Casino de Montbenon di Losanna.
Premi svizzeri di musica 2026 (Alphaville, Rete Due)
RSI Cultura 04.06.2026, 11:00
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