Ticino e Grigioni

Aule dove si soffre il caldo e aule dove c’è l’aria condizionata

In generale gli edifici scolastici ticinesi si rivelano inadeguati al cambiamento climatico, ma tra istituti comunali e cantonali non tutti maledicono le alte temperature

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Le scuole all'esame del caldo

Il Quotidiano 03.06.2026, 19:00

Di: Il Quotidiano - Stefano Lordi / Spi 

Maggio, giugno e settembre. Mesi che un tempo erano caratterizzati da temperature miti e piacevoli anche per i i ragazzi chiusi nelle aule scolastiche. Ora invece le ondate di caldo hanno dilatato l’estate oltre la stagione canonica e gli edifici scolastici, costruiti quando di surriscaldamento ancora non si parlava, rivelano adesso tutti i loro limiti.

A maggio la colonnina è salita di quasi dieci gradi sopra la norma stagionale. Un problema che tocca da soprattutto il Ticino. Già nel 2022 la Confederazione aveva condotto un progetto pilota per valutare gli effetti della “canicola” su allievi e insegnanti. Tra le strutture analizzate, anche la scuola elementare dei Saleggi di Locarno, particolarmente esposta alle alte temperature. Nel 2026 la situazione resta critica: “È stato un maggio particolarmente difficile”, conferma al Quotidiano Cristina Zeeb, direttrice delle scuole comunali di Locarno. “Le temperature sono salite sopra i 30°C e anche per i docenti riuscire a proporre delle attività che abbiano un senso e soprattutto possano essere recepite in un certo modo diventa più complicato. La scuola all’aperto, spostandosi negli spazi verdi della città dove all’ombra c’è qualche grado in meno, salva un po’ la situazione rispetto alla temperatura dell’aula”.

Non solo lezioni all’aperto, però. Per contrastare il caldo dentro le aule vengono messe in campo tante piccole pratiche. “Si attuano i vecchi metodi - spiega ancora la direttrice delle scuole - quindi la ventilazione nei primi momenti della giornata aprendo e poi chiudendo le finestre per cercare di mantenere una temperatura adeguata. Interventi sostanziali in questo momento non sono previsti”.

Le ondate di calore che non rappresentano solo un problema meteorologico, ma anche sanitario. “I bambini sono sicuramente più resilienti rispetto agli anziani”, afferma il medico cantonale aggiunto Federico Peter. “D’altro canto ci sono delle fasce vulnerabili, tra i più piccoli ma anche tra i docenti che magari hanno delle malattie croniche”. Le ripercussioni principali, continua Peter, “sono la stanchezza, la difficoltà di concentrazione. Ma possono anche insorgere mal di testa e cefalee. Tutto ciò ha delle ripercussioni anche sulle capacità di apprendimento di allievi e allieve”.

Rimanere idratati, arieggiare le aule o fare lezione all’aperto, possono essere dei palliativi. Ma guardando al futuro la necessità è di intervenire sugli edifici. “Le misure strutturali sono anche fondamentali - sottolinea il medico cantonale aggiunto -. Mi riferisco, in particolare, all’adattamento a livello pianificatorio, urbanistico e architettonico degli edifici scolastici, ma più in generale di tutti gli stabili nel Canton Ticino, per fronteggiare gli effetti del cambiamento climatico”.

Interventi infrastrutturali che possono fare la differenza. Come nel caso del liceo provvisorio di Bellinzona. “Noi stiamo benone - afferma il direttore Nicola Pinchetti -. Abbiamo l’aria condizionata in tutti gli spazi. Quando hanno costruito questa struttura prefabbricata, in attesa della ristrutturazione del vecchio liceo, ci sono venuti incontro”.

Una vera risposta arriverà anche dai nuovi cantieri. Nei licei ristrutturati saranno integrati sistemi di raffreddamento e un migliore isolamento dal calore, come nel caso di Bellinzona e Lugano. Anche diverse scuole comunali si stanno muovendo, ma rendere le aule davvero a prova di canicola resta un percorso lungo e costoso.

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