Lo scandalo che ha investito giovedì Expo 2015 a Milano non ha conseguenze dirette per la Confederazione e per il Ticino. Infatti, il cantiere del padiglione elvetico e l’allestimento dei suoi contenuti non sono toccati dai fatti – per quanto sia chiaro che l’immagine della manifestazione patisca molto di tali vicende.
Su tali basi, il dibattito politico aperto su più fronti nel nostro cantone potrebbe risentirne non poco. Del resto, contro il credito cantonale di 3’500'000 franchi è stato lanciato un referendum ed è tuttora in atto la raccolta delle firme contro tale decisione.
Per Luigi Pedrazzini, presidente della Piattaforma Milano-Ticino, che è stato ospite venerdì della trasmissione Modem, la situazione è lineare poiché l’impegno del Ticino si dipanerà nel “padiglione svizzero, che sarà costruito da un’azienda svizzera” e a cui l’incarico giungerà dal Consiglio federale. “Non risulta che vi siano dei rischi accentuati in questa fase”, ha concluso l’ex consigliere di Stato.
CSI 12.05 del 09.05.14 - Il servizio di Gabriele Bohrer
RSI Info 09.05.2014, 14:39
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Red. MM/CSI/EnCa










