Nuovi importanti sviluppi nell’inchiesta sul mancato colpo al centro logistico della Posta di Noranco, che il 28 febbraio aveva portato all’arresto di sei persone. Domani è previsto infatti l’interrogatorio del presunto intermediario tra i cinque italiani e il loro basista, un ticinese di 39 anni. Sarebbe stato lui, alla fine dello scorso anno, a metterli in contatto con il gestore del “Moulin Rouge”, che li aveva poi alloggiati nel postribolo di Pazzallo in vista del blitz alla Posta.
A fare il suo nome era stato proprio il 39enne, difeso dagli avvocati Deborah Gobbi e Brenno Canevascini. Dichiarazioni che avevano indotto il procuratore pubblico Moreno Capella a emettere un ordine di cattura internazionale nei suoi confronti. L’uomo, 49 anni, titolare di una palestra nel Comasco, verrà sentito da Capella domani pomeriggio, nel capoluogo lariano. Questo, almeno, è quanto hanno comunicato ieri le autorità italiane, dando seguito alla rogatoria giunta dal Ticino.
Il tutto dopo che il 9 aprile, nel Trentino, erano finiti in manette altri due membri della banda a cui apparterrebbero i cinque napoletani. Banda – ricordiamo - sospettata anche d’aver assaltato, il 2 gennaio, un mezzo blindato diretto all’ufficio postale di San Michele all’Adige. Sempre latitante, invece, il loro capo.








