Per le cantonali ticinesi dell’aprile 2027, PS, Verdi ed MpS avranno così una lista unitaria per il Consiglio di Stato. Unitaria “ma anche pluralista”, precisa Fabrizio Sirica. Fra i temi che uniscono, il copresidente dei socialisti ricorda il contrasto ai tagli sulla RIPAM, il salario minimo, la tredicesima AVS. Il pluralismo deriva quindi dal fatto che “abbiamo delle visioni diverse, culture politiche diverse” che “vogliamo riconoscere e valorizzare anche nelle differenze”. Che dire però sulle differenze di metodo? L’MpS, ad esempio, è spesso un po’ aggressivo anche nei confronti dei socialisti... Sirica, però, non ravvisa in questo un problema. “Chi vorrà votare un certo approccio”, osserva, “avrà un candidato da poter votare”, mentre chi vorrà un approccio “riformista, pragmatico, votato al compromesso e alla cultura di governo avrà da votare i candidati socialisti o Verdi”.
Per parte sua Giuseppe Sergi sottolinea la caratura di “una lista di opposizione, per costruire un’alternativa alla destra e all’estrema destra. Noi”, aggiunge il coordinatore dell’MpS, “abbiamo sempre insistito sull’unità, ma anche sull’opposizione”. Ossia sulla necessità “che la sinistra svolti e che ci sia una discontinuità nell’azione e nella lotta politica”. È pur vero però, osserviamo, che il movimento avrà in lista con sé probabilmente un membro del Governo cantonale... “Questo è un problema che al limite deve risolvere chi sarà in Consiglio di Stato”, risponde Sergi, precisando che “la lista si pone come un riferimento politico a cui chiunque sarà eletto” nell’Esecutivo “dovrà poi guardare”.
Due socialisti, due verdi e un MpS, quindi, per una lista che rischia però di togliere visibilità all’uno o all’altro schieramento. Ma “ha prevalso la volontà”, nella pluralità e anche nel rispetto delle differenze, di “costruire insieme per cercare di arginare questa destra imperante che ci preoccupa molto”, argomenta Samantha Bourgoin. Quanto al Gran Consiglio e “quindi per i programmi più specifici alle nostre caratteristiche, corriamo da soli e quindi potremo essere anche in questo modo più graffianti e più visibili”, conclude la co-coordinatrice dei Verdi ticinesi.
Nel 2023 questo fronte rosso-verde avrebbe ottenuto quasi il 19% dei voti. Ma nel 2027 molto dipenderà dai nomi. Sergi cita quindi Matteo Pronzini che, afferma, “incarna questa politica di opposizione, questo metodo MpS di essere sistematicamente e con coerenza all’opposizione”. Sirica si dichiara a disposizione del partito, “mentre Marina Carobbio si ricandiderà”. L’obiettivo del PS sarà così quello di “avere la persona che può portare i temi più importanti per i socialisti con forza” e credibilità “sia elettorale, che tematica”. Bourgoin, infine, rileva che il mandato ricevuto dalla base e dal comitato dei Verdi “era quello di avere una lista più ampia possibile, quindi con almeno tre forze”. E oggi, conclude, “possiamo pretendere che Greta Gysin, che è sicuramente la nostra politica con maggiori consensi, prenda in seria considerazione questa eventualità”.
L’obiettivo sarà quello di giocarsi la partita del raddoppio in Governo. Senza però i comunisti, che non fanno parte di questa operazione di lista unitaria a sinistra.








