Ticino e Grigioni

Günther Tschanun morto in Ticino

Sonntagszeitung: l'ex capo della polizia delle costruzioni morì nel 2015, in un incidente. Aveva scontato la condanna: uccise 4 colleghi nel 1986

  • 12.04.2021, 01:09
  • 22.11.2024, 17:14
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Notiziario 23.00 dell'11.04.2021

RSI Info 12.04.2021, 01:10

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Di: ATS/sf 

L'ex capo della polizia delle costruzioni di Zurigo Günther Tschanun, che nel 1986 uccise quattro colleghi di lavoro, è morto più di sei anni fa in un incidente di bicicletta in Ticino, dove aveva vissuto sotto un nuovo nome dopo aver scontato la sua lunga condanna. Lo ha scoperto la giornalista di Tamedia Michèle Binswanger dopo laboriose ricerche, la cui prima parte è stata pubblicata dal domenicale "Sonntagszeitung".

Due anni fa, durante una visita guidata al Museo del crimine, ha saputo che Tschanun era morto in un incidente in bicicletta. In seguito ha richiesto gli atti di esecuzione penale e ha iniziato le ricerche, ha spiegato la stessa Binswanger al telegiornale della TV svizzerotedesca SRF. Secondo il dossier, Tschanun è morto in un incidente il 25 febbraio 2015, sulle rive della Maggia vicino a Losone, a 73 anni. Sul certificato di morte è stato identificato come Claudio Trentinaglia, nome con cui ha vissuto dopo il suo rilascio dalla prigione nel 2000.

Günther Tschanun fu autore di una delle maggiori stragi della storia criminale svizzera. Il 16 aprile del 1986, uccise a colpi d'arma da fuoco quattro colleghi e ne ferì in modo grave un quinto negli uffici dell'amministrazione municipale di Zurigo. All'origine del tragico gesto sarebbe stato il pessimo clima di lavoro dovuto a una serie di ristrutturazioni.

Fuggito in Francia, acciuffato dopo tre settimane e rimpatriato, Tschanun fu condannato in primo grado nel 1988 a 17 anni di carcere per omicidio intenzionale plurimo. Nel 1990 la pena fu aumentata a vent'ann, che lo giudicò colpevole di assassinio plurimo. Il pluriomicida fu rilasciato nel 2000, 14 anni dopo il crimine. La sua seconda richiesta di rilascio anticipato fu accolta sulla base di diverse perizie che attestavano che non era a rischio di recidiva.

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