Sarà necessario attendere un mese per sapere cosa ha provocato l’eccesso di liquidi nei polmoni della 35enne insegnante di Stabio ritrovata morta domenica pomeriggio nei boschi di Rodero a pochi passi dal confine italosvizzero del Gaggiolo. Questo il tempo che si è riservato il perito tossicologico incaricato dal magistrato inquirente italiano per effettuare gli esami del caso.
L’autopsia, eseguita lunedì sul corpo della donna ha confermato che sulla salma non sono state rinvenute tracce di violenza. Si fanno quindi strada nuove ipotesi tra i quali l’avvelenamento o un’overdose di farmaci. L’esito dell’esame tossicologico risulta quindi molto importante anche se ci vorranno parecchi giorni per leggerne le conclusioni.
Un altro mistero si aggiunge a quello concernente le cause del decesso della 35enne. Gli inquirenti italiani ritengono infatti che la donna sia morta in un luogo diverso da quello del ritrovamento. Ipotesi che se confermata aprirà ulteriori interrogativi. Le indagini proseguono anche sul fronte ticinese: l’incarto è nelle mani della procuratrice pubblica Pamela Pedretti che al momento non intende rilasciare dichiarazioni.
CSI/Swing
DAL TG12.30:






