Ticino e Grigioni

Gli ultimi mohicani senza via

In Ticino cinque comuni non hanno ancora dato un nome alle strade e adottato i numeri civici

  • 17.02.2018, 22:44
  • 4 maggio, 19:25
Ci sono paesi senza la vie e vie, come a Bologna, proprio Senzanome

Ci sono paesi senza la vie e vie, come a Bologna, proprio Senzanome

  • mapio.net

Cinque comuni ticinesi, ma pure qualcuno delle vallate grigionitaliane, non hanno ancora dato un nome alle proprie vie e un numero civico a tutti gli stabili. Una situazione per molti neanche concepibile nell’era della navigazione satellitare e dei formulari da riempire online nei quali se un campo è vuoto si rimane bloccati. Ma pure considerando che tutti avrebbero dovuto adeguarsi già da tempo. Nel 2006 tutti i Municipi della Svizzera erano stati infatti sollecitati a dar seguito in tempi brevi al progetto GAMBO lanciato dalla Confederazione con le ordinanze sui nomi geografici e la misurazione ufficiale per dare un indirizzo sicuro a ogni edificio a disposizione, per esempio, della Posta e dei servizi di emergenza. Poi l’obbligo è stato inserito nelle legislazioni cantonali, ma il percorso non è ancora stato completato da tutti.

Gli ultimi dei mohicani si trovano soprattutto in zone discoste, ma anche loro dovranno adattarsi traducendo in pratica sul proprio territorio un progetto che, oltre ad aspetti pratici, ha anche un valore culturale avendo, per esempio, portato alla riscoperta di antichi toponimi. Al compimento del percorso manca poco, rileva Michele Croce dell’ufficio del catasto, ricordando che 12 anni fa, in un Ticino che contava ancora 196 comuni (oggi sono 115), quelli in regola erano praticamente solo i centri. Ma anche lì i dati non erano stati consegnati a una banda dati.

A una dozzina d’anni di distanza le cose sono molto cambiate anche se per chi abita in piccole comunità in cui tutti si conoscono avere un recapito preciso non è particolarmente importante. Quasi tutti si sono però adeguati. Restano poche eccezioni, concentrate in periferia, dove i progetti, o non sono mai partiti davvero, oppure stanno avanzando a rilento non essendo prioritari. Ma c’è pure il caso di Lavizzara. Il Consiglio comunale a metà dello scorso dicembre aveva approvato il credito per procedere all’elaborazione dello stradario e posare cartelli e targhette. Ma contro la spesa di 165'000 franchi (di cui 30'000 di sussidi) è stato lanciato un referendum. Per i promotori si tratta di una spesa eccessiva e che sarebbe meglio riservare ad altri investimenti. La raccolta firme è riuscita e pertanto a decidere se il paese si doterà di vie e numeri saranno i cittadini probabilmente il 10 giugno. Poi, in caso di no, si vedrà cosa deciderà di fare Bellinzona, ritenuto che dare un nome alle vie e un numero civico alle abitazioni è un dovere attribuito ai comuni dalla Confederazione e dal cantone.

Diem/CSI

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