Un coltello, un taser (scarico) e uno scacciacani. Sarebbero queste le armi trovate durante le perquisizioni che hanno seguito il blitz di ieri mattina al Golpirolo di Pazzallo. Materiale che però non era presente né all'interno del palazzo (tantomeno nelle vetture degli arrestati), bensì nell'appartamento del 39enne gerente del postribolo. Gli oggetti in questione pare fossero di sua proprietà - e da parecchio tempo -, ciò che dunque colliderebbe con l'immagine di un assalto in grande stile al vicino centro logistico della posta, da parte della presunta banda giunta dalla Campania. Soprattutto alla luce dei primi atti istruttori.
A fronte di una linea difensiva pressoché comune, stando alla quale la loro presenza in Ticino sarebbe da ricondurre ad altri motivi (dal ludico al professionale), qualche elemento nel frattempo affiorato parla di un furto che si pensava di commettere in occasione dell'arrivo di un carico di denaro contante.
A questo proposito i cinque italiani avrebbero domandato al 39enne di procurare loro delle divise da postino (pure sequestrate, a casa sua, dal momento che il gerente del Moulin Rouge ha lavorato, fino a poco tempo fa, per la posta). Richiesta alla quale il presunto basista non avrebbe comunque dato seguito.
Tutto ciò non toglie comunque nulla alla potenziale pericolosità degli arrestati. La segnalazione di un imminente colpo in Ticino è difatti giunta dai Carabinieri di Trento, i quali li tenevano sotto controllo telefonico dopo un vero assalto verificatosi a inizio gennaio. Preso di mira un portavalori (bottino 400mila euro), con tanto di esplosivo pronto all'uso.
Il pm Moreno Capella mantiene intanto l'accusa di atti preparatori di rapina, reato per il quale chiederà nelle prossime ore la conferma degli arresti al giudice competente.
Gian Paolo Driussi
Gallery video - Golpirolo, da rapina a furto







