Una serata pubblica nel mese di marzo e, a seguire, iniziative tese ad informare in modo capillare la popolazione, con messaggi oggettivi e condivisi da tutti, anche da chi è contrario al ritorno dei grandi predatori.
È l’obiettivo, davvero ambizioso, che si è prefissato il cantone dei Grigioni in Valposchiavo, dove l’arrivo dell’orso M13 ha trovato popolazione, enti e istituzioni del tutto impreparati nel gestire una simile presenza sul territorio.
Negli scorsi giorni a Poschiavo si è tenuto un primo interlocutorio incontro che ha visto al tavolo i comuni della Valle, la Regione, le associazioni ambientaliste WWF e Pro Natura e il neonato gruppo Associazione Territorio senza Grandi Predatori (ATsenzaGP), oltre al consulente della Scuola agraria Plantahof, Carlo Mengotti, che ha organizzato il summit per fare il punto sul “dopo M13”.
“Molto è stato indubbiamente fatto – ha sottolineato Mengotti – soprattutto nella gestione dei rifiuti a Brusio e a Poschiavo. Anche nel settore dell’apicoltura possiamo dirci abbastanza soddisfatti, mentre per l’allevamento le misure adottate non sono idonee perché il settore dovrà necessariamente subire un cambiamento strutturale e radicale. Il comparto è certamente il più esposto ai grandi predatori e lamenta investimenti ingenti”.
Due gli esperti fino ad ora individuati per tenere una conferenza pubblica nella prossima primavera: Paolo Molinari, biologo che da tempo si occupa in Svizzera di grandi predatori, e Claudio Groff, funzionario della provincia autonoma di Trento, referente del progetto di reintroduzione dell’orso in Trentino.
“Ma il passo più interessante è di certo quello affidato alla Regione Valposchiavo che dovrà mettere a punto un coordinamento tra tutti i soggetti interessati all’argomento, per raccogliere informazioni che siano al riparo da strumentalizzazioni di qualsiasi natura si voglia”, conclude Mengotti.
Antonia Marsetti







