In un anno già 12 persone in Ticino si sono fatte avanti a Berna per chiedere un "indennizzo" al fondo — alimentato dai cantoni tra cui anche 212'000 franchi messi da Bellinzona — destinato a coloro che, da bambini e fino agli anni Ottanta, sono stati ritenuti illegittimi, collocati in istituti o dati in affidamento e sfruttati come operai. Si tratta dei cosiddetti "Verdingkinder", una brutta pagina della storia svizzera e ticinese.
A fine mese, infatti, scade il termine per presentare le domande di accesso alla risorsa finanziaria, dedicata ai casi più urgenti. Verosimilmente, tutte le richieste ticinesi saranno accolte. Ma a disposizione di chi vuol saperne di più sulla sua storia, c'è uno sportello di ascolto. Punto di riferimento per le consulenze è la delegata per l'aiuto alle vittime di reati.
Sempre più persone si fanno avanti, e spesso è utile indirizzarle all'archivio di Stato. "Il servizio è gratuito e ci facciamo 'ambasciatori' presso i comuni che conservano documentazione relativa ai collocamenti", ha spiegato il direttore Marco Poncioni ai microfoni delle Cronache della Svizzera italiana.
RedMM/CSI







