È rimbalzata sino a Roma la notizia relativa all’iniziativa cantonale indirizzata all’Assemblea federale avanzata dal PLR ticinese che chiede di abrogare l’accordo sull’imposizione dei frontalieri. Ne ha infatti discusso oggi, martedì, il gruppo alla Camera dei deputati del Partito democratico (PD). Maria Chiara Gadda, parlamentare varesina, ha chiesto che nelle trattative per l’accordo tra Svizzera e Italia in materia fiscale “non vengano sacrificati i ristorni delle decine di migliaia di lavoratori frontalieri” che costituiscono “una fondamentale fonte di gettito per i nostri Comuni di confine”.
Gadda ha informato i colleghi che il PLR “ha chiesto al Governo di Berna di cancellare questa intesa”. Una posizione, quella del PLR che “rimarca come ormai sempre più partiti della Svizzera italiana mettano in discussione il quadro giurdico relativo ai frontalieri”. “Il ministro Saccomanni – continua Gadda – deve impegnarsi per non sacrificare i ristorni sull’altare della tassazione dei capitali”.
Contro le "distorsioni del mercato del lavoro"
Con l’iniziativa cantonale, il PLR mira a ristabilire una maggiore equità attraverso la revisione delle quote di ristorno delle imposte alla fonte, circa 60 milioni di franchi versati a Roma ogni anno in base a un accordo siglato nel 1974. Secondo il partito del presidente Rocco Cattaneo, la soluzione proposta eliminerà le “distorsioni sul mercato del lavoro ticinese che generano un effetto di diminuzione generalizzata dei salari”.
sdr/A.B.
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CSI 18.00 Il servizio di Darco Degrussa
RSI Info 26.01.2014, 19:05







