Igor questa notte è ritornato in Svizzera. Noi l’abbiamo seguito dalla partenza e accompagnato lungo tutto il viaggio. Era il 22 aprile 2014 quando è salito sulla sua bicicletta e da Vacallo è partito alla volta di Bangkok. Lungo il tragitto ci ha costantemente informato di come trascorreva le suo giornate grazie a foto, testi e ha pure girato e montato dei video. Inoltre lo si è potuto seguire anche tramite Albachiara, che lo chiamava costantemente chiedendogli quali fossero state le sue ultime peripezie.
Nel suo viaggio ha incontrato varie difficoltà: burocratiche ma anche naturali. L’esempio più simpatico è quando è finito in un fiume mentre ancora si trovava in Europa. Poi è arrivato l’inverno a guastargli i piani. Il freddo l’ha infatti obbligato a cambiare itinerario, facendogli prendere l’aereo per uscire dall’Uzbekistan. Non ha quindi potuto percorrere la Pamir Highway, la seconda strada internazionale più alta al mondo, che era uno dei suoi obiettivi. Allora ha deciso di attraversare l’India, Paese inizialmente non previsto, ma nel quale era già stato e che gli era rimasto nel cuore. In seguito è decollato nuovamente per attraversare il golfo del Bengala. In questo modo il viaggio s’è accorciato, e se si fosse fermato nella capitale tailandese non avrebbe potuto esplorare neanche una porzione della Cina.
L’avventuriero non poteva accettare di finire il suo tragitto in una versione amputata. Bangkok da destinazione finale è quindi diventata città di transito. Una volta in Cina ha pensato di arrivare a Shanghai, ma s’è presto accorto che attraversare quello Stato in bici richiede più tempo che su una cartina. La scadenza del visto l’ha dirottato a Hong Kong, dopo 19’302km percorsi su due ruote. Il 12 maggio 2015, oltre un anno dall’inizio di quest’avventura, è salito sull’aereo che in poche ore ha ripercorso tutti i suoi colpi di pedale riportandolo a casa.
Qui di lato trovate la sua pagina, con tutto il materiale che c'ha mandato, per ripercorrere più di un anno di emozioni.
Gila
Dal Quotidiano:







