L'ex caserma di All'Acqua, come sostenuto dal Municipio di Bedretto, è in zona rossa per il rischio di slavine. La conferma è giunta da Davos.
In Valle Bedretto la posizione della popolazione “non è cambiata di una virgola: siamo tutti fermamente contrari ad accogliere dei rifugiati nel bunker di All’Acqua”. A parlare è il sindaco Diego Orelli , che negli scorsi giorni è stato informato con una lettera della decisione dell’Ufficio federale della migrazione di mantenere l’ipotesi di un centro nell’ex caserma per il 2014 “in caso di bisogno”.
Dopo l’animato incontro con l’inviato di Berna Urs Von Däniken, lo scorso 25 marzo, questa eventualità sembrava allontanarsi sempre più, anche in attesa del rapporto dell’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe di Davos sulla pericolosità della zona. Il Dipartimento delle istituzioni ticinese aveva inoltre assicurato al comune che per il 2013 non se ne sarebbe fatto nulla (la scelta, va comunque ricordato, spetta unicamente alla Confederazione).
Solo pochi mesi di agibilità
Vi sentite un po’ presi in giro dall’atteggiamento delle autorità? “E’ chiaro, un po’ è così” – risponde Orelli. “La nostra strategia comunque non cambia. Il rapporto da Davos è arrivato e dice che l’accantonamento di All’Acqua si trova in piena zona rossa per il rischio di slavine, dunque la possibilità di alloggiare delle persone si riduce a pochi mesi, 4 o 5, da giugno ad ottobre. Per il momento restiamo tranquilli, ma in novembre o dicembre contatteremo ancora l’Ufficio della migrazione”.
Cosa chiederete? “Ribadiremo il nostro ‘no’. Immagino che da parte loro si tenterà di tergiversare, affermando che All’Acqua è tenuto in considerazione solo come riserva. Il nostro augurio è naturalmente che nessun richiedente l’asilo arrivi nemmeno nel 2014. La Valle Bedretto è già fragile, non oso immaginare cosa succederebbe se dovessero giungere dei rifugiati. Poi in quel bunker sotterraneo, senza segnale per il telefonino… finirebbero per protestare anche loro. E giustamente”. Orelli tiene anche a sottolineare che “non è una questione di razzismo. Vediamo anche cosa è successo a Lampedusa. E’ tragico. Ma proprio per questo dobbiamo aiutare le persone in difficoltà nei loro paesi di origine”.
Venerdì si parla di Losone
Se la situazione a Bedretto è dunque in sospeso, a Losone gli animi sono decisamente più accesi visto che la Confederazione ha stabilito che la caserma sarà usata dal 2014 e per almeno tre anni come centro di accoglienza. Domani, venerdì, è in programma un incontro tra le parti: Ufficio federale della migrazione, Dipartimento ticinese delle istituzioni e comune.
Mattia Coste
Gallery image - Il bunker di All'Acqua è in zona rossa











