Ticino e Grigioni

Il confronto tra amante e pretendente

Delitto di Besso: il compagno della vittima e l’omicida sono stati sentiti in aula per chiarire i retroscena dell’efferato fatto di sangue dell'11 novembre 2010

  • 20.11.2013, 18:30
  • 4 maggio, 12:09
Carlo Steiger

Carlo Steiger

  • Ti-Press / Ti-Press

Il processo d’appello per il delitto di Besso oggi è stato caratterizzato dalla testimonianza del compagno del 40enne ucciso a coltellate l’11 novembre 2010 e dal racconto del suo assassino, il 53enne tedesco Hans Peter Maier condannato in primo grado al carcere a vita.

“Eravamo come una famiglia”

“Eravamo come una famiglia”. Ad usare queste parole è stato l’uomo che, dal 1999, era a fianco della vittima. I due vivevano separati, ma, in dieci anni, la relazione si era consolidata. “Facevamo progetti, volevamo vivere assieme, unirci e fare nuove scelte professionali”, ha detto in aula, evidenziando che per farlo servivano soldi. Fondi che la vittima aveva ereditato, ma che, stando al testimone, erano stati consegnati all’uomo che poi lo ha ucciso brutalmente.

“Era sempre ambiguo”

“Io l’amavo moltissimo, ma non so se lui corrispondesse questo sentimento. Era ambiguo”. Lo ha detto oggi l’imputato, riferendosi all’atteggiamento che il 40enne gli riservava. Un’ambivalenza che, a detta dell’omicida, è culminata con la cena organizzata a casa della vittima due sere prima del delitto. “Mi promise di lasciare il compagno”, ha spiegato l’accusato per convincere i giudici della sincerità dei suoi sentimenti. Ricordiamo che l’obiettivo della difesa, rappresentata dall’avvocato Carlo Steiger, è di dimostrare che il delitto non è stato premeditato, ma dettato dall’impeto affettivo. Domani, giovedì, dovrebbe parlare il procuratore pubblico Moreno Capella.

Davide Paggi

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