Ci sono sviluppi nell’inchiesta contro l’ex-capo dell’Ufficio dei registri di Lugano, accusato di abuso di autorità. Gl’inquirenti, coordinati dalla procuratrice Fiorenza Bergomi, hanno interrogato infatti i membri e la segretaria della Commissione LAFE del Distretto, di cui il 59enne era presidente quando comprò, nel 2014, un appartamento a Lugano.
L’operazione immobiliare avvenne attraverso una sua società. Il dossier sarebbe quindi dovuto passare dalla Commissione, che vigila sull’acquisto di fondi da parte di persone all’estero. Ed è qui il punto: anziché sottoporre la pratica ai colleghi, l’ex-funzionario (oggi in pensione) la trasmise direttamente all’Ufficio dei registri.
La conferma è giunta negli scorsi giorni. A fornirla sono stati gli stessi quattro membri della Commissione LAFE, sentiti come testi. Dal loro tavolo – hanno dichiarato – l’incarto non passò. Il 59enne respinge però ogni addebito: coinvolgere la Commissione non era necessario, proprio perché lui conosceva già la provenienza lecita del denaro.
Francesco Lepori
Dal Quotidiano:






