Possibili casi di sifilide congenita, ipertiroidismo endemico, sindrome di Stickler, microcefalia e disabilità di origine traumatica furono probabilmente all'origine dell'internamento coatto di centinaia di persone nel corso del XIX secolo a Cazis, nei Grigioni. È quanto emerge dallo studio degli scheletri estratti dalle 103 tombe del cimitero della "casa di correzione Realta", riportate alla luce durante i lavori di costruzione del nuovo carcere.
Cimitero usato fino al 1910
La pubblicazione dei risultati permette per la prima volta di farsi un'idea delle condizioni di vita dell'epoca e dello stato di salute di quanti vivevano ai margini della società, in un sistema di "aiuto" sviluppato in un periodo in cui la povertà veniva attribuita non a cause economico-sociali ma a un comportamento sbagliato. Individui non autonomi e di peso per la famiglia finivano rinchiusi contro la loro volontà. La struttura di Realta fu aperta nel 1854 per persone definite "pigre", "trascurate" o persino "pazze", di età diversa e di entrambe le confessioni. Dai registri si conoscono anche i nomi e altri dati di quanti vi morirono e vennero seppelliti nel campo santo, utilizzato fin dopo il 1910.
Violenza diffusa
La possibilità di associare fonti storiche e ricerca archeologica e antropologica ha permesso di approfondire un capitolo importante e delicato della storia svizzera e cantonale. Le frequenti fratture, in particolare alle costole e spesso mal guarite, che sono state riscontrate, per esempio, fanno dedurre che la violenza interpersonale era alquanto diffusa. Lungi dal rappresentare una soluzione, l'internamento comportava spesso un peggioramento delle condizioni di salute.
Grigioni, studio sugli scheletri degli internati
Telegiornale 14.05.2019, 22:00





