Rien ne va plus per il Centro tecnologico del legno (CTL) di Poschiavo. La società anonima titolare della struttura, nata come gioiellino formativo nell'ambito della nuova politica regionale della Confederazione con l'ambizione di dar vita a nuove collaborazioni a cavallo della frontiera italo-svizzera, ha deciso di depositare i bilanci in tribunale. L'avvio della procedura di fallimento è stato un atto obbligatorio, dato che le perdite cumulate hanno ormai raggiunto i 100'000 franchi di capitale proprio.
"Siamo molto delusi. Ma dobbiamo arrenderci all'evidenza, abbiamo provato e non ha funzionato. Adesso bisogna tirare le conseguenze", sottolinea il presidente Karl Heiz che negli ultimi due anni ha tentato invano di cercare soluzioni e acquirenti. Nemmeno la decisione di mettere sul mercato lo stabile a due passi dalla stazione ha evitato l'inevitabile.
La società da tempo era alla ricerca di alternative e qualcuno si era anche fatto avanti dall'Italia, come la scuola di cucina fondata dal grande Gualtiero Marchesi, nel frattempo defunto. Poi ci sono stati altri corteggiatori.
"Negli ultimi sei mesi abbiamo avuto trattative molto concrete e serie con due gruppi molto interessati a comprare la società", conferma Karl Heiz. Ma le trattative si sono arenate davanti all'importanza delle cifre in ballo.
Ora lo stabile del CTL, costato 3 milioni di franchi, pare destinato a finire all'asta per ripagare i creditori. Il primo è l'istituto di credito che vanta un'ipoteca di 1,5 milioni. Ma della stessa cifra vorrebbero rientrare anche cantone e Confederazione che avevano sostenuto la concretizzazione dell'iniziativa che ha avuto una vita complicata fin dalla sua inaugurazione nell'autunno 2015.
L'iniziativa aveva preso corpo in un clima di ostilità, malgrado la scuola quali soci vantasse il comune, Istituto per la formazione professionale della Svizzera sudorientale IBW di Coira, il comune di Poschiavo e partner italiani tra i quali lo SCM Group specializzato nelle tecnologie per la lavorazione di vari materiali, tra i quali il legno. In seguito, dopo l'apertura, il CTL, per varie ragioni, tra cui difficoltà impreviste con i partner valtellinesi e lombardi anche a causa del rafforzamento del franco, non è mai riuscito a trovare un numero di studenti sufficienti per le sue formazioni.
Le difficoltà si fin da subito manifestate anche a livello di conto economico. Lo scorso anno il CTL è riuscito a restare a galla solo grazie all'affitto dal comune per utilizzare gli spazi del centro tecnologico, ma dal 2019 anche quella entrata sarebbe venuta meno.
"Avremmo dovuto investire nettamente di più nelle attività di reclutamento, di vendita dei corsi e eccetera", si rammarica Karl Heiz.





