Ticino e Grigioni

Il golf esce prosciolto dalla pretura

Due anni fa, la polizia ordinò la chiusura dei campi per violazione delle norme Covid e denunciò i vertici dei club. Ora la giudice dà ragione alle società

  • 10.01.2023, 19:11
  • 20.11.2024, 12:12
La vicenda aveva sconfinato anche nel campo della politica
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SEIDISERA del 10.01.2023: Il golf esce prosciolto dalla pretura

RSI Info 10.01.2023, 19:41

  • Tipress
Di: Stefano Pianca 

Nessuna legge presa a mazzate. L’apertura dei campi da golf in Ticino durante la pandemia era "rispettosa di quanto stabilito dall’Ordinanza Covid-19 situazione particolare e non ne costituiva violazione alcuna". La giudice della Pretura penale di Bellinzona, Elisa Bianchi Roth, ha prosciolto il presidente del Golf di Ascona, Luca Allidi, e il direttore del Golf di Losone, Ennio Losa, dall’accusa di aver violato, due anni fa, l’obbligo di chiusura delle strutture sportive in base alle disposizioni federali allora vigenti. La sentenza, ora definitiva, è dello scorso 14 novembre, ma le motivazioni sono state comunicate alle parti a fine dicembre.

La polizia scende in campo

A denunciare al Ministero pubblico i due dirigenti era stata la stessa polizia cantonale, che nel pomeriggio del 18 febbraio 2021 era intervenuta ad Ascona e a Losone ordinando la chiusura immediata dei campi. In un certo senso fu un blitz a cielo quasi sereno, dal momento che nei precedenti mesi di dicembre e gennaio i golf di Ascona, Losone e Lugano erano rimasti aperti, anche dopo il 22 dicembre 2020 quando l’Ordinanza Covid-19 situazione particolare aveva inasprito le misure. Da un lato le autorità erano al corrente e la polizia stessa era passata più volte a visionare i golf. Dall’altro i responsabili dei club erano convinti di rientrare tra quegli "impianti all’aperto" non toccati dalle chiusure.

Una convinzione che è rimasta intatta anche dopo il 27 gennaio 2021, quando il presidente di Swiss Golf, Reto Bieler - sulla scorta di una email di un funzionario dell’Ufficio federale dello sport - comunicava che i golf di tutta la Svizzera avrebbero dovuto chiudere. Al rammarico Bieler accompagnava il sollievo che "solo pochi campi sono interessati dalla chiusura". Quelli dove l’inverno è mite.

L'interpretazione contestata

Direttive che in Ticino venivano tuttavia contestate dai tre golf club che informavano i propri giocatori dell’intenzione di riaprire, dopo la breve pausa stagionale, il 18 febbraio seguente, ai soci e su prenotazione. Per il presidente del Golf di Ascona, Luca Allidi, quella di Swiss Golf era "un’interpretazione contraria alla lettera, al senso e allo scopo dell’Ordinanza Covid-19 situazione particolare". Di diverso parere la polizia, che il pomeriggio stesso della riapertura si presentò sui campi imponendo lo stop immediato. Il giorno seguente il presidente del Golf di Ascona e il direttore del Golf di Losone furono interrogati dalla polizia e, successivamente, denunciati alla Procura. Il Ministero pubblico aveva emesso un decreto d'accusa, al quale i vertici del club ticinesi si erano opposti.

La sentenza: riapertura "rispettosa"

A quasi due anni di distanza dai fatti il punto di vista giuridico dei tre golf ticinesi trova conferma nella sentenza della giudice Elisa Bianchi Roth. Partendo dalla premessa che "i campi da golf sono talmente estesi, che non sono delimitati al loro interno, ma semmai unicamente lungo i confini della proprietà" e che "il golf prevede un massimo di quattro giocatori, che durante il periodo del coronavirus venivano tracciati", la giudice conclude che "in simili condizioni non si può dunque ritenere che fosse una situazione tale da contribuire alla diffusione del coronavirus, e in ogni caso non in maggior misura rispetto alle situazioni venutesi a creare nei vari comprensori sciistici della Svizzera". Da qui il verdetto di proscioglimento, in quando l’apertura dei golf durante la pandemia era, come detto sopra, "rispettosa" delle disposizioni federali e "non ne costituiva violazione alcuna".

Il Consiglio di Stato sconfessato

Tra il blitz e la sentenza definitiva, la vicenda ha suscitato anche l’interesse dei media d’oltralpe e fatto scorrere un po’ d’inchiostro in Gran Consiglio. Interrogato sulle basi legali dell’ordine di chiusura, il Consiglio di Stato, da una parte, si era fatto scudo con la stessa comunicazione di Swiss Golf. Dall’altra, aveva tirato di bastone, definendo nella sua risposta del 24 febbraio 2021, "pretestuose se non quasi temerarie" le contestazioni dei responsabili dei golf ticinesi, e aggiungendo di "biasimare le sterili polemiche fomentate da (alcuni dei) responsabili dei golf in questione". Parole che, alla luce della sentenza, ricordano quei colpi finiti fuori campo.

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