La pandemia non accenna a mollare la presa in Ticino, dove sono attualmente ricoverati 343 pazienti affetti da Covid-19. Per il personale sanitario, costantemente sotto pressione, Natale non fa eccezione.
"Sappiamo da sempre che dobbiamo essere disposti a lavorare anche nei giorni festivi", racconta Damiano Salmina, capo servizio pronto soccorso all'ospedale regionale di Locarno. "Quest'anno il tutto si complica, però lavoriamo volentieri anche il giorno di Natale, e i pazienti che arrivano oggi li sentiamo in qualche modo più vicini. È forse più facile entrare in una relazione umana".
Una relazione che però deve fare a meno del contatto fisico, così come delle visite dei famigliari, venute meno per motivi di sicurezza.
"Non possiamo abbracciarci, non possiamo stringerci le mani, ma il contatto umano va molto al di là di queste cose", analizza Damiano Salmina. "Siamo vicini alle persone anche se non possiamo toccarle fisicamente".
Sono un centinaio le persone al fronte questo 25 dicembre alla Carità di Locarno, dal pronto soccorso alle cure intense, dal reparto Covid alla riabilitazione. Medici e infermieri che tengono duro nonostante il peso di mesi molto impegnativi, ma che iniziano a sentire la fatica.







