“Sul ghiaccio e in campo non regna l’impunità”. Ne è convinto l’avvocato Brenno Canevascini, esperto di diritto sportivo, che, nel 1993, tra molte resistenze, con il caso Antisin-Malkov (vedi scheda sotto), fece giurisprudenza in materia di falli con conseguenze giuridiche. Un caso di questo tipo è discusso oggi, venerdì, in Pretura (vedi correlato).
“Il Tribunale federale ha stabilito che più è violata la regola di gioco, più il caso assume rilevanza penale e ha detto che c’è un limite all’accettazione del rischio da parte di chi pratica sport ad ogni livello”, ci spiega Canevascini. Nelle sentenze si tiene conto della tipicità dello sport (contatto fisico o meno), della dinamica dell’episodio e delle circostanze personali (l’esperienza e lo statuto di professionista) e di gioco (partita tesa o meno). Le conseguenze del fallo influenzano la qualifica del reato, la pena e il risarcimento.
“La denuncia è dettata da come il giocatore vive l’offesa subita”, ci dice l’esperto. Le società invece non possono fare nulla, poiché “il danno per loro è indiretto”.
Da.Pa.
I precedenti sul ghiaccio
I protagonisti
Due casi di eccessiva brutalità hockeistica sono già finiti davanti ai giudici. Nell’ottobre del 2000 Kevin Miller (Davos) aveva caricato da tergo Andrew McKim (Zurigo Lions). Il Tribunale distrettuale di Zurigo ha poi condannato il centro americano a tre mesi di prigione sospesi con la condizionale e a 10'000 franchi di multa. Dopo aver avuto ragione in appello, la sentenza venne confermata dal Tribunale federale. Pochi giorni fa, 14 anni dopo i fatti, dei giudici statunitensi hanno deciso che Miller dovrà pagare 1,6 milioni di dollari alla sua vittima.
Nel 1993, lo svizzero-canadese Misko Antisin (allora allo Zugo), che secondo la giustizia sportiva commise un "fallo dozzinale", venne condannato dal giudice Franco Verda a 3'000 franchi di multa per lesioni semplici intenzionali per un brutto fallo ai danni del fuoriclasse dell’Ambrì-Piotta Petr Malkov. “Il ginocchio era volutamente rialzato”, spiegò la sentenza. Il pp Antonio Perugini aveva chiesto una pena di 20 giorni di detenzione sospesi, mentre la difesa aveva preteso il proscioglimento (ascolta sotto il servizio radio di allora).
CSI delle 12.05 del 13/06/2014; il servizio di Darco De Grussa
RSI Info 13.06.2014, 14:25
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