È stato condannato a 24 mesi di detenzione interamente sospesi per due anni il giovane che nell’estate del 2023 a Barbengo aveva causato un incidente stradale, costato la vita a una 15enne svizzera. Lunedì mattina il cittadino italiano e statunitense, che all’epoca dei fatti aveva 18 anni, è comparso davanti alla Corte delle assise correzionali che lo ha giudicato colpevole di omicidio colposo, lesioni colpose e infrazione delle norme della circolazione.
L’alta velocità nell’affrontare una curva gli aveva fatto perdere il controllo dell’auto, finita contro un muretto e ribaltatasi. Con sé a bordo aveva altri tre passeggeri, tutti minorenni all’epoca. Una di loro era deceduta 8 mesi dopo l’incidente.
I fatti e la dinamica dell’incidente
Era la notte tra il 28 e il 29 agosto del 2023. L’auto percorre Via Agra a Barbengo, dove il limite di velocità è di 80 km orari. La vettura va veloce e accelera fino ad arrivare a 116, poi rallenta fino a 109 km/h poco prima di una stretta curva a destra. Ma non basta. L’auto va contro un muro di contenimento e si ribalta tornando in strada, ma finendo sul tetto.
Alla guida appunto il 18enne, a bordo anche un 17enne e una 15enne entrambi americani rimasti feriti, e una 14enne svizzera. Quest’ultima dopo otto mesi non ce l’ha fatta ed è deceduta. Il conducente, cittadino italiano e statunitense, ora 20enne, non abita più in Ticino, ma negli Stati Uniti. Vi si è trasferito 9 mesi dopo l’incidente.
Accordo sulla pena e rito abbreviato
Il processo stamattina è durato meno di un’ora perché accusa e difesa si sono accordate per la pena, poi accettata dal giudice. È stato tenuto conto del fatto che il giovane non aveva precedenti penali e ha sempre ammesso tutto. Durante il breve dibattimento è emerso che gareggiava in Formula 4 a livello europeo. Un’attività che aveva poi smesso poco tempo dopo l’incidente.
“Non lo ritenevo più opportuno”, ha spiegato in aula a tratti in italiano e a tratti in inglese. “Ho fatto qualche seduta da uno psicologo, ma poi negli Stati Uniti non ho più continuato, volevo andare avanti da solo”. L’imputato ha però ammesso che spesso la sera pensa a quanto successo e che ne soffre perché sa che ha fatto soffrire altre persone e non avrebbe voluto. Proprio alla luce di questo, il giudice nel leggere la sentenza gli ha consigliato di farsi aiutare da un professionista, gli ha augurato il meglio per il suo futuro e ha espresso vicinanza ai famigliari della giovane vittima di quel tragico evento.

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Notiziario 12.01.2026, 11:00
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