Per il Plan B di Lugano scatta la fase due: il progetto che nel 2022 era nato come una sperimentazione urbana controllata, con l’integrazione di pagamenti in Bitcoin e stablecoin nella vita economica cittadina, evolve ora in un programma strutturale orientato a rafforzare il ruolo di Lugano come polo internazionale per infrastrutture digitali. Uno sviluppo coerente con la visione Lugano Duemilatrenta e con la Strategia Digitale 2025-2030 approvata dal Municipio.
Lo ha reso noto martedì la Città, che ha sottoscritto un nuovo memorandum d’intesa che mira a un consolidamento della collaborazione e a un rafforzamento dell’impegno nel campo dell’innovazione digitale. Si tratta - come ha dichiarato il sindaco Michele Foletti, citato in una nota - di compiere “un ulteriore passo: dotare Lugano di infrastrutture digitali resilienti, capaci di garantire autonomia decisionale nel lungo periodo. È una scelta orientata alla responsabilità istituzionale e alla tutela dell’interesse pubblico”.
I primi quattro anni di Plan B
L’iniziativa Plan B è partita il 3 marzo 2022, esattamente quattro anni fa. Quattro anni in cui sono stati prodotti “risultati concreti e misurabili, contribuendo in modo significativo al posizionamento di Lugano quale polo di innovazione digitale a livello internazionale” scrive la Città in un comunicato. E ricorda in particolare i risultati in ambito formativo (si conta per esempio la creazione di corsi universitari dedicati a blockchain e finanza decentralizzata) e delle imprese (nel centro cittadino è stato creato un hub fisico che ospita aziende e startup attive nei settori Bitcoin e delle tecnologie peer-to-peer).
Nell’ambito dell’iniziativa - informa ancora la Città - più di 400 commerci cittadini sono stati abilitati a ricevere pagamenti in LVGA, Bitcoin e Tether, sono stati emessi bond digitali ed è stata introdotta la possibilità di effettuare determinati pagamenti verso l’amministrazione cittadina con valute digitali. Plan B ha inoltre contributo all’insediamento nella regione di oltre 100 aziende attive in ambito fintech e blockchain.
In un contesto caratterizzato dall’aumento dei rischi informatici e da una crescente dipendenza da grandi fornitori tecnologici globali, la Città intende dunque poter “gestire in modo autonomo e sicuro infrastrutture, dati e servizi”. Questo con l’obiettivo di rendere i servizi digitali “più sicuri, semplici e affidabili per cittadini e imprese”.
La fase due dell’iniziativa si concentra in particolare su quattro aspetti, come spiega la Città: la resilienza delle proprie infrastrutture digitali; l’interoperabilità e l’uso di standard aperti, per evitare dipendenze tecnologiche; lo sviluppo di competenze locali in ambiti chiave quali tecnologie peer-to-peer, blockchain, sistemi distribuiti e intelligenza artificiale; il rafforzamento della protezione dei dati e della continuità operativa dei servizi pubblici.
In continuità col primo memorandum, sottoscritto nel 2022, la collaborazione con Tether prevede per la fase due del Plan B un contributo complessivo fino a 5 milioni di franchi, “prevalentemente sotto forma di competenze, infrastrutture, ricerca applicata e attività di formazione”. Il memorandum non è un contratto vincolante e non comporta obblighi automatici di investimento o di spesa per la Città, si legge ancora nel comunicato.
Il Quotidiano del 03.03.2026

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Il Quotidiano 25.10.2024, 19:00





