In Svizzera le persone che sentono male faticano maggiormente a trovare un impiego. È su questo aspetto che l’Associazione per persone con problemi d’udito della Svizzera italiana (ATIDU) ha voluto porre l’accento oggi, 3 marzo, in occasione della Giornata mondiale dell’udito.

Giornata mondiale dell'udito
Il Quotidiano 03.03.2026, 19:00
“Nella nostra pratica professionale incontriamo spesso persone che sviluppano problemi nel loro percorso professionale” per problemi di udito, ha dichiarato ai microfoni di SEIDISERA Cinzia Santo, collaboratrice di ATIDU. “Le persone con difficoltà uditive hanno tre volte più problemi a trovare un impiego. Spesso perché dall’altra parte non si conosce il problema, si ha paura, ci sono pregiudizi” o perché non si sa “come adattare il luogo di lavoro”. Nel concreto, ciò si traduce in una forma di discriminazione: “A parità di competenze, la persona con problemi di udito viene spesso scartata”.
A confermare questa tendenza è la testimonianza di Mariasole Acquistapace che, dopo diversi tentativi, è riuscita a trovare un posto in un’azienda di comunicazione di Vevey specialmente grazie a un colloquio videotelefonico. Senza il supporto del video, spiega, è “abbastanza difficile” arrivare alla firma del contratto.
Per l’attuale datore di lavoro, racconta Acquistapace, la disabilità “non è un problema: l’importante è cogliere il valore che porti nell’azienda e l’impegno nel lavoro”. Esempi come questo centrano il punto: “Prima di tutto ci vuole la volontà di andare oltre” il problema, conclude Cinzia Santo.






