Una delegazione del Governo Veneto è approdata oggi, sabato, nella tarda mattinata in canton Ticino.
Il gruppetto, una decina di persone, con bandiere della Serenissima, guidati da Albert Gardin, presidente del Governo Veneto, avrebbe voluto esibire il passaporto della neonata (ma non riconosciuta) “Republica Veneta'', rigorosamente con una sola ''b'' perché scritto in dialetto, ma nessuno alla dogana di Ponte Chiasso ha chiesto loro i documenti. Stessa cosa sembrano aver fatto le guardie di confine svizzere.
Lo stesso Gardin ed i membri della sua delegazione che sventolavano bandiere con il Leone di San Marco, dopo aver percorso un tratto di Via San Gottardo hanno incontrato alcuni politici del cantone capeggiati dal deputato leghista Massimiliano Robbiani e si sono congratulati con i ticinesi per il voto espresso in occasione del referendum contro l’immigrazione di massa dello scorso 9 febbraio.
La visita in Svizzera era stata preannunciata come la prima tappa di un tour europeo. I promotori erano galvanizzati dall'esito del referendum online di domenica scorsa , sul cui risultato ci sono dubbi e grosse polemiche: parlano di una adesione di 2'360'000 click, quando in realtà sarebbero 135’000. Sempre tanti, comunque.
M.M/Red.MM




