Il Gran Consiglio ticinese ha bocciato lunedì sera (con 49 voti favorevoli al rapporto di maggioranza e 24 contrari e 1 astenuto) la ricevibilità dell’iniziativa popolare costituzionale elaborata il 9 marzo del 2012 da Giorgio Ghiringhelli di Losone "Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona".
Caimi: “Problemi di conformità con il diritto superiore”
“Dal profilo della conformità con il diritto superiore, l’iniziativa in discussione pone problemi insuperabili di ricevibilità, al di là dell’ineleganza della disposizione proposta”, ha sostenuto in aula il relatore del rapporto di maggioranza Carlo Luigi Caimi (PPD).
Cereghetti: “L’esclusione del popolo sarebbe un’assurdità"
“Ognuno di noi deve ergersi un po’ più da giudice ed un po’ meno da legislatore” perché “è un dovere di questo Gran Consiglio rendere la volontà popolare conforme al diritto”, ha detto Bruno Cereghetti (PS), relatore del rapporto di minoranza, favorevole alla ricevibilità dell’iniziativa. “L’esclusione del popolo in una decisione popolare deve rappresentare la ratio estrema, sarebbe un’assurdità”, ha inoltre detto.
Palla al Tribunale federale
L’iniziativa era stata sottoscritta da 11'558 ticinesi. Sulla sua conformità con le leggi cantonali e federali dovrà ora esprimersi il Tribunale federale.
Joe Pieracci
Il commento
“Si va avanti con un ricorso al Tribunale federale. E personalmente sono molto fiducioso. Il Gran Consiglio oggi ha preso una decisione di cui si pentirà. Una decisione contro il Locarnese e contro i diritti popolari”, ha dichiarato a caldo il promotore dell’iniziativa.
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CSI 18.00 Il servizio di Riccardo Franciolli
RSI Info 14.10.2013, 20:03







