È sfociata in un decreto d’accusa per omicidio colposo l’inchiesta sulla morte dell’operaio ticinese che il 12 novembre del 2012, sulla A2 all’altezza di Biasca, venne travolto da un camion in corsa.
La situazione di pericolo – ha stabilito la perizia disposta dalla procura - era chiaramente riconoscibile già a 60 metri di distanza, mentre l’addetto alla manutenzione delle strade si trovava a fianco del proprio furgone. Il conducente reagì però solo più tardi, quando era ormai a 35 metri. La corsia di sorpasso era occupata. Lui sterzò senza invaderla, ma il colpo di coda del suo rimorchio colpì alla testa il 50enne della Riviera, che morì sul posto.
Da qui il decreto, emesso nei giorni scorsi dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli. Contro il camionista sloveno il magistrato ha proposto una pena pecuniaria di 90 aliquote (sospesa per due anni) e una multa di mille franchi. L’uomo, difeso dall’avvocato Andrea Rotanzi, valuterà ora se impugnare o no la decisione del magistrato.
Francesco Lepori
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