Un'opinionista da ascoltare. Così si definisce ora Attilio Bignasca che il primo novembre, giorno del suo 74esimo compleanno, ha lasciato - come aveva promesso - la carica di coordinatore della Lega dei Ticinesi. Sei mesi fa, aveva anche annunciato che se ne sarebbe andato all'estero. Dal Ticino però - per ora - non si muove e la sua voce continua a contare. Tra nomine ufficiose, ipotesi smontate o cadute e qualche nome nuovo, lo abbiamo incontrato per parlare del tema della sua successione.
“Quella di coordinatore della Lega? È una scelta pericolosa: ma la persona deve avere carisma, esperienza e deve mediare tra le due anime del movimento, quella istituzionale e quella più battagliera”.
Ad ereditare il suo ruolo potrebbe essere il consigliere di Stato Norman Gobbi, indicato anche da esponenti di spicco del movimento come Marco Borradori?
“Se dovesse rinunciare al Governo o non essere rieletto non ci sarebbero problemi, ma non credo proprio che questo si verificherà…C’è poi la questione della collegialità: anche se la pensa da leghista, non potrebbe pronunciarsi su certi temi in quanto ministro…”
E suo nipote: Boris Bignasca?
“È giovane e ha carisma: è figlio di suo padre, ma per il momento è troppo irruento. Ci vuole un mediatore."
Continuerete col pilota automatico, come “un’auto senza conducente”?
“Non ci siamo posti un termine. Ma se non troviamo qualcuno, la gente rischia di perdere un punto di riferimento”.
Un nome che risponderebbe al profilo che ha tracciato potrebbe essere quello del municipale di Lugano Michele Foletti…
“La carica di municipale a Lugano è forse più importante di quella di consigliere di Stato, dal punto di vista del potere decisionale…Lui merita di rimanere municipale, ed è visto come troppo giovane, secondo me, dal ‘popolino leghista’. E poi, s’immagina un Borradori sindaco con un municipale coordinatore?”
Dario Lanfranconi/Red.MM




