I quattro iracheni alla sbarra a Bellinzona stavano architettando un attentato. È quanto stabilito dalla procuratrice federale dopo la decodificazione di una serie di messaggi digitali. La prima parte del processo al Tribunale federale - durata quattro giorni - si chiude quindi con la richiesta del massimo della pena (7 anni e mezzo di carcere per i due accusati principali, 5 anni e mezzo per il terzo e 2 anni e mezzo parzialmente con la condizionale per il quarto) da parte della procura. Gli avvocati difensori hanno invece chiesto il proscioglimento dei loro assistiti dall'accusa principale.
In aula è stato spiegato che per tutelare la popolazione non si poteva attendere che i piani dei presunti terroristi maturassero e quindi si è proceduto subito all'arresto. Questo spiegherebbe la mancanza di prove concrete. L'accusa di partecipazione e sostegno a un'organizzazione criminale si basa quindi tutta sui messaggi in Facebook.
La sentenza è ora attesa per venerdì 18 marzo.
RG/CaL



