Selve castanili, muri a secco, prati, paludi e terreni sottratti al rapido avanzamento del bosco sono preziosi spazi vitali che ospitano una biodiversità rara ed importante. La Valposchiavo ne è conscia e lavora per mettere a punto il progetto sulla “qualità del paesaggio”.
La Regione si è impegnata a consegnarlo per dicembre, in modo da poter destinare già dal 2014 una fetta interessante dei contributi cantonali e federali -si parla di 700’000 franchi sui 6 milioni attualmente percepiti - alla cura, anche estetica, del paesaggio rurale.
“Già ora i progetti d’interconnessione coordinati dalla Regione Valposchiavo – afferma il presidente Cassiano Luminati - promuovono la conservazione e il recupero di questi spazi tramite una gestione agricola sensibile alle specie locali, quello che ci proponiamo di fare non è certo un museo, ma una realtà viva e curata che possa avere ripercussioni positive anche sotto il profilo turistico e quindi economico”.
Nelle due giornate di sensibilizzazione (giovedì è stata la volta degli studenti, sabato, invece di una cinquantina di poschiavini) un team di esperti si è occupato dei pascoli e dei prati secchi, della gestione delle siepi e degli “orli” in pietra, dei muretti a secco (negli ultimi dieci anni investiti nel loro rifacimento 4 milioni di franchi), e dei conflitti che in valle vedono gli agricoltori – un centinaio con in media 30 ettari ad azienda – “lottare” per preservare il fondovalle, sempre più conteso.
Antonia Marsetti
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Il servizio di Antonia Marsetti
RSI Info 14.09.2013, 20:59
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