La "locomotiva Borradori" potrebbe tornare... sui binari di casa. Quelli del Municipio di Lugano, dove si fermò già nel 1992, gli anni degli inizi della sua carriera politica. E dopo fughe in avanti, indiscrezioni e mezze verità pare sia ormai un segreto di Pulcinella al quale manca solo l'ufficializzazione. Almeno a leggere le dichiarazioni del presidente della Lega Bignasca, che la sbandiera a suon di percentuali.
Si candida, non si candida, si candida…
Forte dei quasi 82mila voti personali alle ultime cantonali, di quasi 18 anni in Governo, Marco Borradori finora ha taciuto. Col sorriso sulle labbra ci ha risposto quando gli chiedevano conto delle fughe in avanti di Bignasca, al quale nessuno misconosce doti da stratega. Se sarà un sì -e i bookmaker della politica non hanno dubbi- il suo ritorno in Municipio sarebbe in carrozza. Anche se prima della partenza lanciata, qualche sassolino andrà sicuramente tolto dalla massicciata. A cominciare dall'opportunità di correre per la poltrona di sindaco a Lugano da presidente del Governo fino ai rapporti con Bignasca che sul lavoro da portare avanti in Municipio vorrà sicuramente dire la sua.
Effetto domino
È indubbio che la candidatura di Borradori potrebbe infiammare la campagna elettorale cittadina, perché a ruota potrebbero seguire altri pezzi da novanta come Giudici e Pesenti. Come è indubbio che avrebbe un effetto domino in casa Lega: effetto domino che Via Monte Boglia deve ben soppesare... E chiamarlo valzer delle poltrone rischierebbe di essere riduttivo. Visto che avrebbe l'effetto di uno tsunami la scelta leghista di calare tutti gli assi in una volta sola per mirare al terzo seggio a Lugano, evitando che si trasformi in una lotta intestina. S'imporrebbe una staffetta in Governo: ma chi andrebbe ad occupare la poltrona che è stata di Borradori per più di 4 legislature?
Chi dopo Borradori?
I subentranti sono i municipali uscenti Lorenzo Quadri e Giuliano Bignasca e a seguire il granconsigliere Michele Barra. Ma c'é già chi avanza il nome del presidente del Parlamento Michele Foletti, che però non figurava sulle lista delle cantonali, per risolvere l'impasse. Un'operazione ma che non sarebbe nuova in Ticino. Una situazione ingarbugliata perché i nomi di Bignasca, Quadri e Foletti vengono fatti anche per la lista luganese. Per sapere se e quali treni partiranno bisognerà attendere domenica, e forse anche di più. Tutti consci che la festa di domenica, a Pregassona in cui la Lega annuncerà la sua lista, potrebbe riservare anche un "coup de théatre". Del resto la storia leghista insegna, che Borradori fu notato ad una festa di matrimonio e che pochi giorni dopo si ritrovò in politica…
Gallery video - La domenica di Marco Borradori







