In Argentina il ministero della cultura esiste in forma autonoma solo da un anno e lo occupa Teresa Parodi, cantante folk famosissima in patria. Una mossa tipica del Governo Kirchner, che ha fondato sul concetto di patria gran parte della propria azione. Teresa Parodi è venuta all'auditorio di Besso per ascoltare Martha Argerich, uno dei grandi nomi della cultura argentina, che sta conducendo in porto l'edizione del progetto che porta il suo nome, una delle maggiori manifestazioni musicali della Svizzera Italiana organizzata da RSI e da Lugano Festival.
Martha Argerich
"Martha Argerich per me è un mito assoluto, come per alcuni ragazzi possono essere i Rolling Stones, dunque quella di Lugano è una serata indimenticabile", ha detto Teresa Parodi ai microfoni della RSI.
Teresa Parodi ha realizzato 30 dischi, ha suonato e cantato con Mercedes Sosa e Astor Piazzolla, oggi ha messo da parte i concerti e insiste sul ruolo centrale della presidente Kirchner (e del marito Nestor che l'ha preceduta) nel dare impulso alla cultura.
"I governi Kirchner hanno potenziato l'azione dello Stato in campo culturale e la creazione del Ministero autonomo ne è un segno tangibile. Io sono in carica da poco più di un anno e ho avuto l'opportunità di inaugurare il nuovo centro culturale di Buenos Aires, uno dei più grandi del mondo, certo il maggiore dell'America latina. Sono 116’000 metri quadrati, 2 sale da musica, 30 sale espositive e la possibilità di sviluppo per tutte le forme artistiche. Buenos Aires resta la vetrina della nazione e con questo centro si apre alle molte espressioni artistiche argentine - che spesso non sono conosciute dai media - e ovviamente anche al resto del continente e del mondo."
Nisman nel suo studio
Teresa Parodi è da sempre vicino alla famiglia Kirchner ed è dunque molto decisa nel difendere la presidente quando la sollecitiamo sul caso Nisman, che ha scosso il paese, provocato rabbia e manifestazioni popolari, fatto vacillare Cristina Kirchner.
Il giudice Nisman stava per consegnare il rapporto sull’attentato anti-ebraico del ’94 che provocò 85 morti e avrebbe messo in causa responsabilità dirette del Governo in azioni di depistaggio. È morto pochi giorni prima. Suicidio? Suicidio indotto? Omicidio? La giustizia ha salvato Cristina Kirchner sul caso dell’attentato, ma la ferita nel paese è stata profonda. La morte di Nisman è un caso internazionale ancora aperto, sul quale la famiglia chiede a gran voce la verità. La lettura di Teresa Parodi è totalmente dalla parte della presidenza.
"Gli attacchi alla presidente sono stati continui, dice la ministra argentina della cultura, anche se Cristina Kirchner ha sempre parlato apertamente e chiaramente. Però si è trovata contro le grandi corporazioni. Sapevamo che ci sarebbero potuti essere attacchi molto pesanti, il caso Nisman è stato uno di questi. Sono stati momenti duri perché c’è stato un morto. Tutti sapevamo che le cose si sarebbero risolte perché si trattava di una grossa bugia. Se non un tentativo di colpo di stato, lo definirei almeno un tentativo di destabilizzare il governo nell’anno elettorale. Però la giustizia ha alla fine fatto emergere la verità, che ha scagionato Cristina Kirchner. La verità è che se non ci fosse stata la morte di Nisman, il caso si sarebbe sgonfiato in pochi giorni."
Christina Kirchner
Comunque Cristina Kirchner non si presenterà alle elezioni di ottobre, il kirchnerismo finisce in termini di nome di famiglia, anche se il partito della giustizia mette in campo Daniel Scioli, che si rifà alla continuità con Cristina. La tradizione peronista è fatta di eredità contestate e anche oggi il partito Justicialista, erede dei "descamisados", pur molto diverso, vive una rivalità interna con Sergio Massa (Frente Renovador) che si distanzia dallo stile dei Kirchner, ma punta allo stesso bacino di voti.
"Il peronismo è un movimento in continua trasformazione. C’è, è vero, una controversia interna, però questo è il peronismo nella storia. Noi sappiamo che cosa è il peronismo, ma è difficile spiegarlo. Quello che è certo è che le cose sono molto più tranquille di quel che si dice fuori dal partito. I media hanno interesse a dare una informazione rapida e superficiale, poi poco a poco le cose appaiono nella loro chiarezza. Noi siamo sicuri di vincere già al primo turno perché la politica di questo Governo è stata una politica di coinvolgimento. Noi argentini ci sentiamo di nuovo bene nel nostro paese e abbiamo recuperato non solo la parola patria, ma il sentimento della patria."
Le parole di Teresa Parodi manifestano una convinzione granitica, anche se la società argentina appare decisa a voltare pagina dopo tre mandati "familiari" tra Nestor e Cristina Kirchner.
In ogni caso sulla parola patria molto si giocherà nella partita argentina di ottobre.
Maurizio Canetta





