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Come preannunciato dai metereologi la neve è tornata a imbiancare la Svizzera italiana, dopo una breve tregua. Gli esperti di MeteoSvizzera Locarno-Monti, però, rassicurano: “a sud delle Alpi oggi, lunedì, cadranno fino a 30 centimetri di neve fresca; le precipitazioni termineranno in serata, per lasciare il posto al sole”.
Altra neve, quindi, che si aggiunge a quella già caduta nei giorni scorsi e che ha indotto gli esperti dell’ Istituto per lo studio della neve e delle valanghe di Davos adiramare, per lunedì, un'allerta di grado tre (marcato), su una scala di cinque, per tutta la Svizzera italiana.
Giorgio Valenti , comunque, rassicura: “la coltre bianca si è assestata e non dovrebbero esserci problemi particolari, anche se è il rischio valanghe è sempre presente”. A preoccupare il geologo cantonale è soprattutto la pioggia che, in queste ore, continua a cadere frammista alla neve nel basso Ticino: “il terreno è oramai saturo di acqua e il rischio di eventuali frane o smottamenti è sempre presente, anche se al momento non vi sono particolari zone a rischio”.
“Ben lontano l’inverno del 1951”
“Non possiamo paragonare quest’inverno a quello storico del ‘51, ma questa stagione sicuramente rimarrà negli annali per il quantitativo di precipitazioni”, sottolinea dal canto suo Paolo Ambrosetti , di MeteoSvizzera, che aggiunge: “in alcune zone della Valle Verzasca abbiamo raggiunto i sei metri di neve accumulata, quantitativi comunque ben al di sotto di quelli rilevati 63 anni fa”. Ascolta l’intervista a lato.
Lino Bini
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Contenuto audio
Le considerazioni di Paolo Ambrosetti, di MeteoSvizzera Locarno-Monti, al microfono di Lino Bini
RSI Info 10.02.2014, 14:45
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