In tutto 813 franchi e 30 centesimi. È la fattura presentata dai pompieri di Bellinzona per il salvataggio di cinque ragazzini (tutti minorenni) rimasti bloccati nell’ascensore di Castelgrande a Bellinzona per oltre due ore. La disavventura del gruppetto risale allo scorso carnevale. Il pomeriggio del 13 febbraio i cinque amici decidono di prendere l'ascensore di via Codeborgo per salire verso Castelgrande. Ma il lift non parte e i ragazzi restano appunto bloccati al suo interno.
Ovviamente premono il pulsante d'emergenza; sta di fatto che oltre al tecnico di picchetto (arrivato tre quarti d’ora dopo causa traffico e ressa di carnevale) per liberarli sono dovuti intervenire i pompieri, avvertiti a loro volta dalla polizia. Qualche tempo dopo, alle famiglie è presentato il conto.Tra le proteste di alcuni genitori e l'intimazione delle fatture (163 franchi per ognuno dei minori), il caso è arrivato fino al Consiglio di Stato che però ha risposto picche.
“Poco importa chi abbia effettivamente allarmato i pompieri ai fini del presente giudizio, sta di fatto che i ragazzi hanno beneficiato in prima persona dell'intervento” motiva in sostanza il Governo respingendo il ricorso. Resta tuttavia aperta la possibilità di rivalersi, in separata sede, sul proprietario dell'ascensore - in questo caso, il Cantone stesso.
Mauro Fransioli, capoarea della realizzazione e dell’esercizio del Sopraceneri alla Sezione della logistica, spiega che la procedura è pendente (ci sarà a breve un incontro con il giudice di pace), per cui non rilascia dichiarazioni. Sul principio, comunque, commenta: “È corretto che se qualcuno crea un danno allo Stato passi alla cassa”. Danno come un atto vandalico, che però a detta dei ragazzi, se c'è stato, non sarebbe stato causato da loro.
CSI/Romina Lara
CSI 18.00 del 20.10.15 - Il servizio di Romina Lara
RSI Info 20.10.2015, 21:00
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