Le scuole ticinesi dovranno organizzare le settimane bianche all’interno dei confini cantonali. Il principio, contenuto in una mozione presentata da Nadia Ghisolfi e cofirmatari del PPD, ha convinto la maggioranza del Gran Consiglio, che oggi (lunedì) l’ha accolto con 48 voti contro 21 e 7 astenuti. A favore si è schierato il centro-destra, contro, compatto, il fronte rosso-verde.
Per la maggioranza, la libertà di scelta dei singoli istituti può essere ridotta allo scopo di difendere le stazioni sciistiche nostrane. Questo nonostante la levata di scudi di diversi direttori scolastici e a dispetto dello scarso innevamento alle nostre latitudini e delle insufficienti capacità nelle case montane in Ticino, i due argomenti su cui ha insistito il consigliere di Stato Manuele Bertoli nel motivare il suo “no”.
Per il leghista Michele Guerra, il rapporto da lui redatto già rispondeva alla seconda obiezione: in caso di impossibilità di ricorrere a stazioni ticinesi, si dovrà poter continuare a far capo a quelle del resto della Svizzera. Lo spazio di manovra per migliorare la situazione attuale (fuori cantone la metà delle giornate sulla neve per le scuole medie, professionali e medio-superiori) era comunque dato.
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