Un ex forestale comunale di S-chanf, in Engadina, è finito a processo martedì davanti al Tribunale regionale Maloja a St. Moritz, per appropriazione indebita qualificata, ripetuta truffa, abuso d’autorità e ripetuta falsità in documenti. La procura pubblica dei Grigioni ha richiesto una pena detentiva di due anni con la condizionale per il 56enne. L’uomo respinge le accuse.
I fatti contestati si sono protratti dal 2014 al 2019, anno in cui la polizia cantonale ha aperto un’indagine sull’uomo sospettato di commercio illegale di legname. Ad accusarlo sono un committente e il Comune di S-chanf. Il primo sarebbe stato truffato per circa 130’000 franchi. A questa somma va aggiunta un’ulteriore perdita di quasi 60’000 franchi, poiché l’ex forestale si sarebbe appropriato indebitamente di 225 tronchi di larice e pino cembro.
Il Comune di S-chanf sarebbe stato truffato per oltre 50’000 franchi. L’imputato avrebbe addebitato sul conto comunale diverse spese private, come ad esempio la costruzione di un pollaio. Ingannando il committente e il Comune, l’ex forestale si sarebbe arricchito per un totale di quasi 240’000 franchi.
Per più di un’ora il 56enne è stato interrogato dal presidente del Tribunale regionale Maloja. L’uomo ha respinto tutte le accuse mosse nei suoi confronti, argomentanto che tutto è stato controllato da altre persone e discusso con il Comune di S-chanf in modo trasparente. Dal prezzo del legname, ai trasporti, come pure i lavori per la sua casa. L’ex forestale nega anche di aver abusato del suo ruolo come responsabile della segheria per trarne vantaggio.
La corte ha chiesto all’uomo come si spiegasse la mancanza di 225 tronchi di legno. L’imputato ha risposto che questa quantità non mancava e dunque non ha mai approfittato del legname pagato dal committente. Anche i lavori per il progetto del committente sarebbero stati tutti eseguiti come pattuito.
L’ex impiegato comunale è anche accusato di falsità in documenti. Nel 2016 per lo sdoganamento in Italia, avrebbe emesso una fattura proforma con un valore della merce - legno di larice - inferiore. Terzi hanno usato questo documento falso, che gli avrebbe permesso di pagare dazi doganali più bassi. Lo stesso si sarebbe ripetuto due anni dopo.
L’ex forestale ha ammesso di aver firmato personalmente i documenti, ma ha negato di essere a conoscenza dello scopo per cui l’azienda di trasporto di legname li avrebbe successivamente utilizzati.

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Notiziario 11.11.2025, 15:00
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