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Leontica, l’esplosione era una trappola per gli agenti

Dopo il femminicidio di Faido, il 59enne si è rifugiato a Leontica e ha teso una trappola alla polizia. Una terza persona era nel mirino ed è stata protetta - Gli aggiornamenti forniti dagli inquirenti - Le immagini esclusive della casa distrutta

  • Ieri, 15:01
  • Ieri, 17:11
Leontica, la casa distrutta dall'esplosione avvenuta venerdì verso le 19.40
02:50

Leontica, le immagini della casa distrutta dall’esplosione

RSI Info 13.07.2026, 16:02

  • RSI
Di: joe.p/dielle/Diem/RSI Info 
  • La polizia cantonale ticinese ha organizzato alle 15.00 di lunedì una conferenza stampa incentrata sul femminicidio di Faido e l’esplosione a Leontica.

  • Giovedì sera una donna è morta dopo essere stata ferita con un colpo di pistola nel parco dell’ospedale di Faido. Il principale sospettato, l’ex marito, è sfuggito per 24 ore alle ricerche.

  • Venerdì, attorno alle 19.40, un’esplosione distrugge la casa nel nucleo di Leontica dove l’uomo si era rifugiato. Cinque gli agenti coinvolti, di cui tre restano feriti. L’indomani, sabato, la polizia conferma che i resti umani rinvenuti tra le macerie sono del presunto omicida, un 59enne della regione.

  • L’inchiesta ha accertato che una terza persona era in pericolo: la polizia l’ha messa sotto protezione.

  • Il 59enne era in possesso di armi regolarmente registrate e noto per reati non violenti: gli inquirenti non escludono la premeditazione, ma l’accertamento sarà difficile poiché entrambe le persone coinvolte sono decedute.

  • La Federazione svizzera dei funzionari di polizia (FSFP) chiede più mezzi contro i femminicidi.

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Ieri, 16:37

L'uomo ha aspettato diverse ore l'arrivo della polizia

Dopo la conferenza stampa è emerso ancora un dettaglio in merito alla dinamica dei fatti: l’uomo ha aspettato per diverse ore l’arrivo della polizia nell’edificio poi esploso. Gli inquirenti valutano quindi la pista del “suicide bomber”.

Ieri, 16:34

La spiegazione delle operazioni di perquisizione e la trappola esplosiva trovata

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00:47

La spiegazione delle operazioni di perquisizione

RSI Info 13.07.2026, 16:45

Cucchiaro, sempre ai microfoni RSI ha poi pure spiegato che la trappola esplosiva “è stata ritrovata successivamente. È una specie di congegno con all’interno un cordone detonante e un innesco elettrico per farlo esplodere di circa due kg, e quindi costruito a mo’ di trappola esplosiva. Il cordone detonante è un involucro di plastica con all’interno della pentrite (PETN), quindi in sostanza è come un cavo”.

Cos’è il PETN?

La pentrite (PETN) è uno degli esplosivi militari e commerciali più potenti e stabili finora prodotti. Conosciuta scientificamente come tetranitrato di pentaeritrite, presenta una velocità di detonazione superiore a 8400 m/s. Trova impiego primario nelle micce detonanti e nei detonatori.

Ieri, 15:45

La conferma: “L’uomo era malato”

Tra le tante speculazioni e voci raccolte dai media negli ultimi giorni, vi era anche quella che vedeva il 59enne come gravemente malato. Pur senza entrare nei dettagli, al termine della conferenza stampa Alberto Marietta ha confermato “sì, era malato. In questo senso abbiamo richiesto la cartella clinica”

Ieri, 15:41

Forse un elenco di persone da colpire, “ma saputo solo dopo”

Il capitano Marietta ha poi spiegato, sollecitato da una domanda sulla possibilità dell’esistenza di una lista di persone da colpire, che “abbiamo ricevuto testimonianze in questo senso, ma purtroppo sono arrivate solo dopo”.

Ieri, 15:39

In libertà per tante ore, ma “nessun pericolo per la popolazione”

È poi giunta una delle domande centrali della vicenda: considerato che l’uomo è stato a piede libero per parecchie ore, la popolazione è stata messa in pericolo e ha corso dei rischi?

“No. L’analisi che è stata fatta dalla polizia non indicava che la persona potesse mettere in pericolo la popolazione” ha spiegato Lorenzo Hutter. “Sul posto a Leontica erano presenti agenti, unità cinofile, ecc.. il paese non è mai stato lasciato solo” gli ha fatto eco il capitano Cucchiaro.

Ieri, 15:35

L’uomo era conosciuto per altri reati, ma non violenti

Sempre in relazione alla premeditazione e ai possibili segnali precedenti, il capitano Cucchiaro ha spiegato che in Ticino per fatti con grave violenza di genere e domestica, viene di norma attivato un dispositivo specifico (GPN, il Gruppo Prevenzione e Negoziazione per la gestione delle minacce).

Non è stato però questo il caso: “La polizia non fa ricerche attive sui social, dipendiamo sempre dalle segnalazioni. In questo caso l’uomo non era conosciuto. Era conosciuto dalla polizia per altri reati, di tipo non violento”.

Ieri, 15:32

“L’uomo aveva armi registrate, non sappiamo quanta premeditazione ci sia stata”

Alla conferenza stampa è stato poi chiesto se il 59enne avesse un regolare porto d’armi, domanda alla quale il capitano Marietta ha risposto positivamente, affermando che era in possesso di armi registrate.

Per quanto riguarda la premeditazione: “Non sappiamo se ci sia stata premeditazione, lo dovrà dire l’inchiesta, ma sarà un’inchiesta complicata perché le due persone coinvolte sono decedute”.

Ieri, 15:28

Perché nessun avviso di ricerca? “Rischio di panico generalizzato”

Dalla sala è stato poi chiesto come mai non è stato emesso nessun avviso di ricerca del sospettato. Il capitano Marietta ha spiegato che non è prassi che la polizia faccia un comunicato in casi come questo.

Il portavoce della polizia cantonale Renato Pizzolli ha poi aggiunto che l’avviso avrebbe potuto innescare un panico generalizzato.

Ieri, 15:26

A Faido nessuno sparo udito: “Arma probabilmente silenziata”

Sempre il capitano Marietta, rispondendo a una domanda, ha spiegato che la visita del 59enne alla ex moglie all’ospedale di Faido non era annunciata e che in ospedale non hanno sentito rumore di spari, “ipotizziamo dunque che l’arma fosse silenziata”.

Ieri, 15:18

Soccorso complicato di un agente: “Pensavamo fosse una trappola”

La parola è passata al capitano Andrea Cucchiaro, che ha spiegato che “gli agenti feriti fanno parte del RIS e hanno dunque un equipaggiamento adeguato ed un livello di preparazione europeo. Il team di sei operatori si è recato nella zona nella quale si sono sentiti gli spari, ma inizialmente non si sapeva esattamente quale fosse lo stabile. Individuata la casa, tre agenti sono entrati ed una volta dentro hanno sentito tre rumori metallici. Un rumore ancora da identificare”.

A quel punto c’è stata l’esplosione e “uno dei tre agenti è stato travolto. Per soccorrerlo ci sono voluti dieci minuti, sempre con la minaccia della presenza di un uomo armato e pericoloso. L’ipotesi della polizia è che quella fosse una trappola. Sono stati trovati anche un meccanismo d’innesco e una carica non esplosa”.

L’ipotesi è quindi quella della presenza di una trappola esplosiva, opzione su cui sta proseguendo l’inchiesta. “Pensiamo che questa trappola fosse rivolta direttamente alle forze dell’ordine, non alla terza persona coinvolta” ha aggiunto Cucchiaro.

Ieri, 15:12

La ricostruzione dei fatti: “Anche una terza persona in pericolo”

La parola è passata poi al capitano Alberto Marietta, che ha ripercorso e ricostruito i fatti. “Inizia tutto giovedì sera quando una donna viene trovata in una pozza di sangue a Faido, con una ferita alla testa che non si sapeva come fosse accaduta. Dai video si risale all’ex marito, ma non si sapeva come avesse lasciato il luogo. Inizia a quel punto la ricerca dell’autore. Durante la notte vengono fatte diverse perquisizioni: dove abitava, dove lavorava e nei luoghi che frequentava”.

Sono almeno 10 le perquisizioni svolte durante la notte, ha spiegato Marietta, e 15 le persone sentite per raccogliere le informazioni. Poi una prima svolta, venerdì verso le 14.15 viene ritrovato il veicolo nascosto. “A quel punto si riorientano le ricerche, anche con le unità cinofile e scatta poi l’intervento sul luogo dove in seguito è avvenuta l’esplosione”.

Qui poi sono stati come noto ritrovati i resti umani e sabato si è potuto stabilire che erano quelli del 59enne ricercato. “L’inchiesta ha potuto stabilire che una terza persona era in pericolo ed è stata ospitata e protetta dalla polizia”

Ieri, 15:04

Lorenzo Hutter: "Dolore e sgomento"

Ad aprire la conferenza stampa è stato il sostituto comandante della Polizia cantonale Lorenzo Hutter, che ha subito affermato come la vicenda abbia provocato dolore e sgomento.

“Voglio ringraziare tutti quelli che sono intervenuti e chi ha lavorato dietro le quinte, sono persone che hanno agito in una situazione di grande pericolo. E un pensiero speciale va ai cinque agenti rimasti coinvolti e feriti nell’esplosione, a loro va il mio augurio di una pronta guarigione”.

Hutter ha poi aggiunto che le indagini sono state condotte con serietà e rigore e che la “polizia ha reagito immediatamente e in maniera coordinata. Si è trattato di una vicenda con una dinamica specifica che l’inchiesta sta ricostruendo”.

Ieri, 14:54

La polizia chiede più risorse contro i femminicidi

Dopo il dramma consumatosi tra Faido e Leontica, interviene la Federazione svizzera dei funzionari di polizia (FSFP) - Molti gli interrogativi ancora aperti, alle 15 la conferenza stampa

03:15
I resti della casa esplosa nel nucleo di Leontica dove sono rimasti feriti anche tre agenti di polizia

RG 12.30 del 13.07.2026 - La diretta di Alain Melchionda

RSI Info 13.07.2026, 12:45

  • Tipress
Ieri, 14:53

Delitto di Faido ed esplosione a Leontica, gli interrogativi

Mentre continuano i rilevamenti degli inquirenti, resta da chiarire come sia possibile che l’uomo sia rimasto a piede libero 24 ore, nonostante la sua presenza acclarata in paese venerdì con tanto di minacce ad alcuni abitanti

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