Ticino e Grigioni

Oltre il doppio dramma: come una piccola comunità può superare il trauma

I fatti di sangue degli ultimi giorni hanno sconvolto Leontica e Faido - Il sociologo Sandro Cattacin: “Sindaci e Chiesa fondamentali per aiutare la comunità a elaborare la rabbia e ripartire”

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Leontica
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SEIDISERA del 12.07.2026: Leontica, come superare il trauma dopo il dramma - Il servizio di Michele Trefogli

RSI Info 12.07.2026, 18:00

  • TI-Press
Di: SEIDISERA - Michele Trefogli / M.Mar. 

La comunità della Valle di Blenio sta vivendo un doppio dramma: due morti violente di persone conosciute. A questo si aggiunge la presenza inaspettata di polizia e stampa. Suo malgrado, Leontica è quindi al centro della cronaca da giorni. Cosa succederà però quando l’interesse verso il caso si sarà spento? Come supereranno il trauma gli abitanti? SEIDISERA ne ha parlato con Sandro Cattacin, sociologo che si è occupato della tragedia di Mattmark in Vallese, dove 61 anni fa il crollo di un ghiacciaio seppellì 88 operai.

Il trauma collettivo dovuto al dramma di una morte violenta in una piccola comunità alpina ha un impatto molto forte, molto più che in una città. E dunque proprio per questo le istituzioni locali diventano punti di riferimento importanti. “La comunità di periferia possiede ancora un’autoriflessività, per cui la gente si conosce, riesce a darsi una mano e a parlarsi”, spiega Sandro Cattacin.

In situazioni del genere vi sono anche delle figure che si occupano di mantenere il gruppo unito e che si rinforzi. “La Chiesa e i sindaci di questi piccoli paesi sono figure estremamente importanti, perché conosciuti da tutti”, entità cui ora toccherà il compito di prendersi cura della comunità.

Nella città l’identificazione con un dramma è meno forte e quindi anche il bisogno di stringersi, poiché l’anonimato al di fuori del proprio quartiere, o del proprio appartamento, è più spinto. La città rappresenta infatti “il luogo dell’anonimato, dove l’identificazione col territorio è completamente diversa. Perciò, il collettivo è più debole”. Allo stesso tempo però, può essere più forte, perché il controllo sociale è messo in atto dalle istituzioni.

I rituali, nell’elaborazione di eventi traumatici, assumono un ruolo fondamentale e la Chiesa, in questo caso, è centrale.  “Si dovrà perfino affrontare il discorso del perdono, anche se attualmente è impossibile pensarlo”. È con il perdono che si può dire “adesso posso anche liberarmi della rabbia, posso voltare pagina”, nell’accezione umana del termine, per cui “posso dimenticare questa storia, che non c’entra più col nostro villaggio, perché adesso guardiamo in avanti”, conclude Cattacin.

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